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Prevenzione e Cura della SLA
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Inviato il: 26/09/2014 08:05:47

A seguito della mia ricerca sulla SLA posso indicare con certezza che, alcune Persone si sono ammalate della Sclerosi Laterale Amiotrofica praticando certe attività occupazionali di lavoro o sportive affaticanti e continuate le quali possono definirsi Attività Anaerobiche Prolungate.
Infatti, soprattutto le ricerche epidemiologiche degli Stati Uniti d'America indicano che la SLA insorge più frequentemente in queste attività di lavoro e sportive alcune sono: Giocatori di Calcio, Football, Baseball, Maratoneti, e nell'atletica Sollevatori di pesi, poi alcune attività di lavoro affaticanti: Agricoltori, Selvicoltori, cioè Persone che scavano buche nel terreno manualmente con attrezzi (pale e vanghe) per la piantumazione di alberi da frutta o rimboschimento.
Ma anche in altre attività di lavoro la SLA si riscontra più frequentemente alcune sono: Saldatori, (saldando la respirazione è ridotta) oppure Giocolieri, Stuntman, e altri lavori faticosi e continuati.
Praticando tutte queste e altre attività faticose, a causa dei continui sforzi fisici, le Persone compiendo gli sforzi trattengono per alcuni secondi il respiro, a causa degli sforzi si verificano frequenti e brevi APNEE, risultandone una respirazione transitoriamente insufficiente, la quale può essere osservata controllando la propria SATURIMETRIA verificando frequenti DESATURAZIONI DI OSSIGENO.
Le desaturazioni di ossigeno indicano la diminuzione della pO2 arteriosa, indicando la riduzione dei livelli di OSSIGENO DISCIOLTO PARAMAGNETICO nel sangue, a causa della riduzione del quale si riduce l'energia elettrochimica necessaria per la generazione dei Potenziali Elettrici di Membrana, deteriorando soprattutto i Motoneuroni del Sistema Nervoso Centrale e altre Cellule del Cervello, provocando la neurodegenerazione progressiva che si riscontra nella SLA e in altre malattie neurodegenerative.
Appare chiara l'importanza di azionare correttamente tutti i muscoli della respirazione (muscoli volontari e involontari) quando si praticano le attività di lavoro o sportive intense affaticanti e continuate, si eviteranno così le rischiose e frequenti APNEE.

Quando della SLA si ammalano le Persone che non hanno mai praticato i lavori o gli sport affaticanti, la malattia è stata trasmessa geneticamente dai consanguinei, i quali hanno loro praticato le attività faticose e continuate, alterando i loro geni e trasmettendoli in seguito ai consanguinei discendenti.

Possiamo capire che, la cura migliore per la Sclerosi Laterale Amiotrofica è quella che incrementa i livelli di Ossigeno Disciolto Paramagnetico nel flusso Cerebrale e in tutto il Corpo (aumento della PaO2) con la terapia che consiste nella Ventilazione a Pressione Positiva d'Aria utilizzando la macchina ventilatrice chiamata C-PAP.
Con questa terapia svolta per alcune ore al giorno attuando contemporaneamente la Fisioterapia, ricresceranno nuovi Motoneuroni e altre Cellule Cerebrali, riattivando, dopo tre o quattro mesi alcuni muscoli, si riattiveranno specialmente i muscoli maggiormente stimolati dalla Fisioterapia Riabilitativa.
Dopo sei mesi di terapia che consiste nella Ventilazione a Pressione Positiva con la macchina C-Pap insieme alla Fisioterapia, la Persona sarà sulla via di guarigione dalla SLA.

 

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Inviato il: 26/09/2014 15:33:22


CITAZIONE

Quando della SLA si ammalano le Persone che non hanno mai praticato i lavori o gli sport affaticanti, la malattia è stata trasmessa geneticamente dai consanguinei, i quali hanno loro praticato le attività faticose e continuate, alterando i loro geni e trasmettendoli in seguito ai consanguinei discendenti.


a mio avviso considerazioni un po' azzardate ... trasmissione dei caratteri acquisiti, ... confusione tra linee somatiche e germinali....



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Inviato il: 26/09/2014 16:28:55

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SLA: La scoperta del gene Matrin 3, la parola ad Adriano Chiò

Autore: Redazione, 28 Apr 2014

Le cause della SLA, rara patologia degenerativa non sono ancora note. La comunità scientifica è d’accordo sul fatto che possa trattarsi di una patologia multifattoriale, in cui anche la genetica svolge un ruolo fondamentale. Poche settimane fa sono stati pubblicati su Nature Neuroscience i risultati di una nuova ricerca Italo-Americana che ha scoperto un nuovo gene implicato nella malattia: Martin 3. Lo studio ha coinvolto i ricercatori del National Institutes of Health di Bethesda (Washington), e gli italiani del Consorzio Italsgen, tra i quali Adriano Chiò, neurologo all’ospedale Le Molinette di Torino.



“Non è il primo gene che scopriamo –ha spiegato Adriano Chiò - Due anni fa ne abbiamo individuato un altro con un ruolo nella sclerosi laterale amiotrofica, il C9orf72, che è sul cromosoma 9. I geni più comuni coinvolti nella malattia di tipo ereditario (il 15% del totale dei casi) sono cinque. Ma ce ne sono anche altri. Per questo non è corretto dire che abbiamo scoperto 'il gene' della Sla, ma uno dei geni della malattia, importante sì, ma non il solo”.

Di seguito riportiamo integralmente l’intervista che il Dottor Chiò ha rilasciato alla testata Lettera43

D. Il gene, si sa, fa notizia. E le metafore della genetica sono accattivanti...
R. Sì, perché subito si immagina di poter sostituire il gene alterato con uno sano. Non è così. Ora sappiamo che le promesse della terapia genica degli Anni 90 non si sono avverate. Le ricerche meno 'glamour' non attirano l'attenzione dei media. Per esempio le ricerche cliniche che possono migliorare la qualità di vista del paziente e aiutarci a stabilire con maggiore precisione l’evoluzione della Sla.

D. Perché avete chiamato il gene Matrin3?
R. È presente nella nomenclatura internazionale già da quando si mappò il genoma umano alla fine del secolo scorso. Non ha un significato specifico.

D. Parlando di fattori non genetici, ci sono sviluppi negli studi sul rapporto fra Sla e calcio?
R. Il giudice Raffaele Guariniello commissionò due perizie di tipo epidemiologico per verificare se tra i calciatori professionisti il doping potesse aver causato un rischio maggiore di contrarre qualche patologia. La prima perizia venne eseguita da un gruppo di ricercatori guidata da me, mentre la seconda fu affidata a Stefano Belli, epidemiologo dell'Istituto Superiore di Sanità.

D. Per arrivare a quali conclusioni?
R. Entrambi gli studi mostrarono un maggior rischio di Sla nei calciatori professionisti italiani rispetto alla popolazione generale. Dall'analisi da me condotta il pericolo di contrarre la malattia in serie A e B è risultato circa sette volte maggiore rispetto alla popolazione generale, dai dati dell'Iss il valore salì a 11 volte.

D. Che tipo di perizie vennero eseguite?
R. La mia fu su 7.325 calciatori professionisti italiani che hanno militato in serie A e B dal 1970 al 2001. Lo studio dell’Iss è stato condotto invece su un campione più ampio, 24 mila giocatori, dal 1960 al 1996, e includeva anche quelli della serie C. In questo caso l'indicatore considerato non è stato l'incidenza ma la mortalità. Gli studi furono pubblicati nel 2005 con il benestare di Guariniello.

D. Ma torniamo al gene appena scoperto. Come si è svolta in dettaglio l'indagine?
R. Di tutti i casi famigliari siamo andati a cercare i geni già noti. Sono una quarantina quelli correlati in qualche modo con la malattia. Dopo questo nostro primo screening il materiale è stato inviato a Bethesda, negli Usa, dove hanno eseguito il sequenziamento dell'esoma, ossia della parte di Dna che codifica per le proteine.

D. Come mai negli Stati Uniti e non in Italia?
R. Non è una questione di tecnologie disponibili, il fatto è che loro hanno dei bioinformatici che sono in grado di lavorare su questo materiale. Un esoma è come la memoria di un computer. È un lavoro complesso. Noi abbiamo anche raccolto il gruppo di controllo, cioè delle persone sane: se trovo in un paziente una mutazione devo essere certo se sia davvero coinvolta nello sviluppo della malattia. Esistono anche varianti non patogene dei geni.

D. L'alterazione del gene Matrin3 che cosa comporta?
R. Se questo gene ha una mutazione, la proteina che produce non funziona più. Almeno, non come dovrebbe, ovvero altera il metabolismo dell'Rna, e determina tutta una serie di danni che in parte conosciamo e in parte no.

D. In quanto tempo avete fatto il lavoro di reclutamento e analisi?
R. In poco più di due anni, perché avevamo già selezionato molto bene prima i malati. Man mano che scopriamo geni, aumentano i casi ereditari che prima non venivano individuati come tali.

D. Questa scoperta può avere ricadute anche sui casi non ereditari?
R. L'idea è che le forme genetiche possano aiutarci a capire anche i casi non ereditari, perché probabilmente il meccanismo che si altera per la mutazione si può modificare anche per fattori ambientali, cioè l'ambiente può agire sul metabolismo dell'Rna, così come l'alterazione del gene Matrin3. In ogni caso, ereditari o no, clinicamente sono identici. Se si trova una cura per le forme ereditarie, si cureranno anche quelle che non lo sono.

D. Quali le terapie possibili?
R. Le terapie con gli oligonucleotidi antisenso sono una delle nuove aree di studio per lo sviluppo di farmaci: permettono di bloccare il gene malato, prendendo di mira con totale specificità quasi tutti i processi cellulari. Noi abbiamo due cromosomi 5, uno viene dalla madre e l'altro dal padre, e in uno dei due il gene è mutato e nell'altro no. Ma sappiamo che basta che ne funzioni uno di gene.

D. Se si blocca quello alterato, l'altro sano continuerà a svolgere il suo compito?
R. Sì. E la malattia potrà essere fermata. Oligonucleotidi antisenso si stanno sperimentando in fase 1 negli Usa con il gene SOD1, uno dei primi a essere scoperto e la cui mutazione ha un ruolo nello sviluppo della malattia. Un anno fa è uscito uno studio su Lancet Neurology. Ora si va verso la fase 2 e si spera in una vera svolta per la terapia della Sla. Sono fiducioso. La speranza c'è ed è concreta.

D. Entro quanto tempo si potrebbe disporre di una cura?
R. C'è una fase preclinica molto lunga. Questi nucleotidi vengono sperimentati prima sulle cellule, e si vede se vivono o muoiono, poi si passa ai modelli preclinici, si prova e si verifica cosa succede, poi si passa all'uomo in fase 1.

D. Quanto può durare l'intero processo?
R. Da cinque a otto anni ed è costosissimo. In Italia purtroppo abbiamo pochissime aziende con biotecnologie di questo tipo e dipendiamo dall'estero. Questo grazie alla politica del nostro Paese che investe pochissimo in queste tecnologie avanzate che pure producono ricchezza.

D. Si è detto che i fattori ambientali hanno un ruolo in questa malattia. Quanto vengono studiati?
R. Il microambiente cellulare e il macroambiente contano entrambi: per un 50% c'entra l'ambiente e per l'altro 50 sono i geni. Si fanno molti progressi in genetica: i geni ce li portiamo dentro e sono più stabili. L'ambiente è più complesso da studiare.

D. Ci sono studi in corso?
R. Stiamo lavorando a una grossa ricerca finanziata dalla Ue il cui leader è il professor van den Berg in Olanda a Utrecht, proprio sull'ambiente insieme alla genetica perché si vogliono analizzare entrambe le componenti. Durerà un paio di anni e ci darà certo dei risultati. Ha coinvolto 1.600 pazienti, e circa la metà sono italiani.

D. Quanto vengono indagate le altre ipotesi all'origine della Sla?
R. L'ipotesi autoimmune è la meno probabile e si basa sull'idea che anticorpi attacchino i motoneuroni bloccando la trasmissione dell'impulso nervoso tra cervello e muscoli. Io credo comunque che una ipotesi non debba escludere l'altra.

D. Sono molte le alterazioni in gioco?
R. Bisogna pensare alla cellula come a una fabbrica in cui se blocchi un punto della catena di montaggio non produci un danno solo lì, dopo poco tempo l'intera fabbrica comincia a non funzionare. È una catena di eventi, ciascuno dei quali va aggredito e bloccato. Al di là della possibilità di correggere il danno genetico, penso si debba intervenire su più fronti per poter fermare o rallentare la malattia.

D. Posso chiederle come sta oggi, a distanza di cinque anni, Antonia Raco, la paziente 'miracolata'?
R. Sta bene la signora, la vedo ogni sei mesi. Il suo è un evento inspiegabile scientificamente. Un fatto insolito che deve indurmi a riflettere e a capire ciò che non so. Io sono cattolico, e così dicendo non nego Dio e la fede. Più si va verso la complessità e più ci s'avvicina a Dio. Se ci riconduciamo a una visione deterministica della medicina, eliminiamo il libero arbitrio e la singolarità.

______________________________________________________

Da questo studio, suggerito dal neurologo Professore Adriano Chiò dell'Ospedale Le Molinette di Torino, possiamo leggere che in una certa percentuale, la malattia neuromuscolare SLA è causata dalle alterazioni di vari geni, quello di cui però i Medici ancora non sono consapevoli è che, le alterazioni genetiche sono la conseguenza biochimica causata dalla carenza di Ossigeno Disciolto Paramagnetico GENERATORE di energia elettrochimica nel sangue.
Come già scritto la SLA (ne sono certissimo) è causata dalla carenza di O2 paramagnetico nel sangue (diminuzione della PaO2) che si verifica praticando le attività di lavoro e sportive le quali possono definirsi attività anaerobiche prolungate, svolgendo le quali, a causa dei frequenti sforzi fisici, soggettivamente, le Persone compiono gli sforzi con frequenti e brevi apnee, causandosi la carenza di O2 paramagnetico, la riduzione dell'energia elettrochimica che ne consegue causa il deterioramento progressivo delle cellule del Cervello (motoneuroni) che comandano i muscoli, provocando conseguentemente la Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Il messaggio dunque è: quando si gioca a calcio o altri sport affaticanti come per esempio le frequenti corse anaerobiche, oppure in certi lavori faticosi e continuati nei mesi e negli anni, attuando gli sforzi fisici è necessario fare attenzione per azionare tutti i muscoli della respirazione, in questo modo non si verificherà la carenza di Ossigeno paramagnetico nel sangue, non si ridurrà l'energia elettrochimica per le cellule del Cervello e del Corpo, e la Persona non rischierà la SLA.



Modificato da Ricercatore1 - 26/09/2014, 16:32:15
 

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Inviato il: 26/09/2014 21:34:28

Vi è molta differenza tra causa genetica e quanto da te semplicisticamente affermato:


CITAZIONE

Quando della SLA si ammalano le Persone che non hanno mai praticato i lavori o gli sport affaticanti, la malattia è stata trasmessa geneticamente dai consanguinei, i quali hanno loro praticato le attività faticose e continuate, alterando i loro geni e trasmettendoli in seguito ai consanguinei discendenti.


Nella foga di portare acqua al tuo mulino affermi che

CITAZIONE
la malattia è stata trasmessa geneticamente dai consanguinei, i quali hanno loro praticato le attività faticose e continuate, alterando i loro geni


quindi trasmissione genetica di caratteri acquisiti, poi

CITAZIONE
trasmettendoli in seguito ai consanguinei discendenti


come se tutte le mutazioni interessassero la linea cellulare germinale.

Francamente credo che questa storia dell'ossigeno paramagnetico causa di tutti i mali, sia solo un tuo convincimento non giustificato da alcuna ricerca sperimentale. Quale metodo sperimentale hai usato per raggiungere alle tue conclusioni? Dove sono i dati statistici dai quali si può dedurre la correlazione causa-effetto tra l'ossigeno in soluzione plasmatica (l'ossigeno è una sostanza paramagnetica di suo) e le patologie che ogni giorno citi? Non basta una osservazione "in corpore vili" per trarre conclusioni, nella migliore delle ipotesi potrebbe essere anche un effetto placebo, non dimostra nulla. Pubblica i dati della ricerca sperimentale condotta su campioni statistici standardizzati e poi magari ne riparliamo, altrimenti sono solo farneticazioni.



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Inviato il: 27/09/2014 02:21:02

Quando si fanno contestazioni si dovrebbero indicare dati che provano l'errore di chi suggerisce una realtà facilmente verificabile la quale riguarda le cause di gravi malattie, altrimenti le farneticazioni le fa il contestatore.

Utente Calcola, hai mai chiesto a un Medico se è a conoscenza che l'ossigeno disciolto nel sangue è paramagnetico?

Io ho rivolto questa domanda ad alcuni Medici e Insegnanti Universitari, nessuno di loro sa che nel sangue è irradiato il paramagnetismo dell'ossigeno il quale è necessario per la generazione dell'attività bioelettrica cellulare.
Controlla anche tu Utente Calcola poi ne riparliamo.

 

Biomass

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Inviato il: 27/09/2014 07:17:00


CITAZIONE

Per immunizzarsi dal cancro è necessario praticare la regolare Attività Fisica Aerobica per merito della quale aumenta la pO2 arteriosa, aumentando l'energia elettrochimica nel sangue determinata dall'aumento del paramagnetismo dell'ossigeno disciolto irradiato nel sangue, producendo quella Rigenerazione Cellulare la quale previene e cura efficacemente le malattie oncologiche e le altre patologie degenerative.
Saluti
Pino Fronzi


CITAZIONE

Controllare la saturimetria-ossimetria quando si svolgono delle attività fisico-motorie affaticanti e continuate, è di fondamentale importanza perchè con l'ossimetria si può osservare se insorge la rischiosa CARENZA DI OSSIGENO DISCIOLTO NEL SANGUE, la quale è intuibile osservando le DASATURAZIONI di ossigeno indicate dalla diminuzione dell'Ossimetria.
Pino Fronzi


ho letto molti interventi in vari forum, dove scrive (sempre da solo...senza risposte di alcuno..)
Ritiene che le cose che dice sopra, siano in contrasto, sopratutto se una persona " non sa respirare bene".

non vorrei che ripetendo una cosa all'infinito, sempre la stessa, copia incolla ovunque....si va a finire che ci si crede davvero.....

io personalmente, a questa teoria, non ci credo.
Se fosse vera, la cura ci sarebbe già. Parlo di cura vera.



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Inviato il: 27/09/2014 07:39:05

Biomass, fai lo stesso discorso che hanno fatto altre Persone le quali non conoscono la VERA funzionalità dell'ossigeno disciolto paramagnetico nel sangue.
Io ho curato me stesso con l'aumento dei livelli di ossigeno disciolto paramagnetico (aumento della pO2 arteriosa) ottenuto con la regolare attività fisica aerobica, e lo posso dimostrare, per questo motivo insisto scrivendo sui forum, prima o poi qualcuno capirà.

 

sabin

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Inviato il: 27/09/2014 08:38:50

Io non ho studiato medicina. Ma per capire che la qualità dell'aria e l'ossigenazione del cervello condizionerà la nostra salute lo può capire chiunque.
Che la canapa ha un effetto positivo sul dolore neuro muscolare ora ne parlano in tanti.
Che l'ossigeno disciolto paramagnetico abbia un ruolo importante per contrastare il problema SLA, si vedrà.
Ma l'intuito mi fa pensare che non è da sottovalutare.



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n° 3 polic. 60 celle 570 Wp (Sud) su PWM 30A... batterie: 2 coppie SMA (trazione) 24V 120 Ah C/10 (+ 2 avviamento 70Ah)
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Inviato il: 27/09/2014 09:03:53

Ma senti questa... chi propaganda risultati di "ricerche" deve preoccuparsi di fornire i metodi ed i dati sperimentali verificabili che comprovino quanto affermato e non il contrario. Ti ho solo chiesto di provare quanto affermi, altrimenti chiunque può affermare quello che vuole come fai tu e magari qualcuno potrebbe essere indotto in errore.
Non so se i medici sanno cosa sia l'ossigeno paramagnetico di cui parli tanto, oppure è così banale che non occorre saperlo. Personalmente penso che non lo sai neanche tu, oppure usi in modo improprio una terminologia tecnica per trarre in errore chi legge, non so cosa sia meglio. Per quanto mi riguarda, a meno di leggere i dati verificabili della "ricerca" (che sarebbe meglio definire ipotesi non verificata), non interverrò ad alcuna tua discussione.

Se la concentrazione dell'ossigeno molecolare disciolto nel plasma e non veicolato dall'emoglobina fosse così importante nella genesi delle serie patologie di cui parli, debbo solo rilevare che coloro che usano quotidianamente da decenni il tanto millantato C-PAP per curare certe patologie respiratorie dovrebbero essere tutti immuni alle stesse e... non mi pare affatto.



Modificato da calcola - 27/09/2014, 09:17:10


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Inviato il: 27/09/2014 10:19:35

Bravi Sabin e Calcola, siamo sulla strada giusta per capire delle realtà le quali non sono state ancora capite ne dai ricercatori della Fisica ne tantomeno dai ricercatori di Medicina.

Riflettiamo attentamente.

Anche nel sangue (oltre che nell'aria) noi abbiamo gli atomi di due gas l'ossigeno e l'idrogeno sotto forma di molecole di H2 e O2 nel plasma sanguigno.
Poi nel sangue abbiamo anche gli Elettroliti, sodio, potassio ecc, in base agli studi di Medicina gli elettroliti eccitano le membrane cellulari polarizzate le quali, eccitate generano gli impulsi elettrochimici (potenziali d'azione) che determinano le attività del Cervello, del Cuore, e dei Muscoli.
I ricercatori di Medicina però non hanno ancora considerato che, se non fosse presente l'ossigeno paramagnetico nel sangue non si riscontrerebbe nessun potenziale d'azione.
Nel sangue si verifica questa realtà mai studiata finora che riguarda la fisica: la funzionalità elettrolitica determina degli "inneschi" i quali generano l'energia elettrochimica prodotta dall'attivazione elettromagnetica dell'Idrogeno (H2) che interagisce con l'attivazione paramagnetica dell'ossigeno, l'interazione fra le due forze ELETTROMAGNETICA dell'idrogeno e PARAMAGNETICA dell'ossigeno produce una REAZIONE FISICA la quale irradia nel sangue quell'energia elettrochimica che determina i potenziali elettrici di membrana necessari per tutte le attività del Cervello e degli altri organi del Corpo.
Possiamo capire che, la CARENZA di ossigeno paramagnetico nel sangue causa la mancata reazione fisica con l'idrogeno elettromagnetico, causando la diminuzione dell'energia elettrochimica nel sangue, provocando la disattivazione delle membrane cellulari e il conseguente deterioramento delle cellule che si riscontra nelle malattie degenerative del Cervello e del Corpo.
E' chiaro che questa è ancora una teoria, per la dimostrazione completa sono necessarie le sperimentazioni di laboratorio, per questo motivo scrivo nei forum, per indicare ad altre Persone quello che ho capito io, se riuscirò in questo intento formeremo un Gruppo di Ricercatori e potremo essere decisivi per suggerire alle Autorità Sanitarie quello che abbiamo capito.
Giovani, siatene certi, se uniremo le nostre forze potremo avere dei riscontri molto positivi, compresi i Nobel per la Ricerca Scientifica e la Medicina.

 

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Inviato il: 27/09/2014 11:28:13

io continuo a non capire....
se sono tre anni che lo scrive a destra e a manca, venendo anche bannato e cancellato in certi forum di medicina, si sarà chiesto il motivo su
come mai a nessuno "interessa" questa TEORIA.

LINK

....sarà che è solo fuffa? ...fumo negli occhi?

...bha....

è come se io scrivessi che se mangi una banana nera, ti viene la SLA.
Se la mangi gialla, non rischi di ammalarti....



Modificato da Biomass - 27/09/2014, 12:00:24


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Inviato il: 27/09/2014 11:40:13


CITAZIONE

Anche nel sangue (oltre che nell'aria) noi abbiamo gli atomi di due gas l'ossigeno e l'idrogeno sotto forma di molecole di H2 e O2 nel plasma sanguigno


si commenta da solo.... inoltre sei così preso da non capire il senso degli interventi altrui.

CITAZIONE
Nel sangue si verifica questa realtà mai studiata finora che riguarda la fisica: la funzionalità elettrolitica determina degli "inneschi" i quali generano l'energia elettrochimica prodotta dall'attivazione elettromagnetica dell'Idrogeno (H2) che interagisce con l'attivazione paramagnetica dell'ossigeno, l'interazione fra le due forze ELETTROMAGNETICA dell'idrogeno e PARAMAGNETICA dell'ossigeno produce una REAZIONE FISICA la quale irradia nel sangue quell'energia elettrochimica che determina i potenziali elettrici di membrana necessari per tutte le attività del Cervello e degli altri organi del Corpo.


Un frullato di termini tecnici usati in modo improprio ai quali attribuisci un significato diverso in un contesto da... delirio.




Modificato da calcola - 27/09/2014, 11:47:32


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Inviato il: 27/09/2014 12:05:18


CITAZIONE

Nel sangue si verifica questa realtà mai studiata finora che riguarda la fisica: la funzionalità elettrolitica determina degli "inneschi" i quali generano l'energia elettrochimica prodotta dall'attivazione elettromagnetica dell'Idrogeno (H2) che interagisce con l'attivazione paramagnetica dell'ossigeno, l'interazione fra le due forze ELETTROMAGNETICA dell'idrogeno e PARAMAGNETICA dell'ossigeno produce una REAZIONE FISICA la quale irradia nel sangue quell'energia elettrochimica che determina i potenziali elettrici di membrana necessari per tutte le attività del Cervello e degli altri organi del Corpo.


nella mia totale ignoranza, leggendo la citazione, mi viene in mente solo questo signore.

http://www.energialternativa.info/public/newforum/ForumEA/B/20090821134915Hulk_film.jpg



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D'accordo Giovani, ho cercato di far capire anche a voi quello di cui sono assolutamente certo, a quanto pare però non sono riuscito a descrivere quello che per me è chiaro.
Mi rivolgo quindi agli Utenti eventualmente interessati, come ho già scritto, quando diminuisce più o meno consistentemente la pO2 arteriosa rischiamo la Salute, ma al contrario, quando a seguito di costante attività fisica aerobica aumenta la pO2 preveniamo o se necessario curiamo efficacemente molte malattie ottenendo nuovamente il Benessere Mentale e Fisico.
Fate un po' voi, penso di aver chiarito una realtà non ancora studiata dagli Istituti Scientifici di Medicina.
Buona Giornata

 

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Inviato il: 28/09/2014 16:56:09

Nella mia ignoranza, rispetto tutte le opinioni, però sono fermamente convinto che ci siano più cause a determinare una malattia, non possiamo generalizzare ciascuno di noi è unico ed irripetibile vizi e virtù comprese.
Non è detto che una "medicina" che fa bene ad un altro abbia gli stessi effetti su dime, l'antica omeopatia ci insegna che a ciascun paziente va data la giusta razione, oggi purtroppo è già tutto confezionato a dosi "standard" come pure le medicine chimiche.
Se volessimo essere pignoli ci sarebbe da considerare l'effetto balsamico cronologico ad ogni ora del giorno e della notte i rimedi hanno un effetto superiore se presi nelle giuste ore che presiedono i nostri organi vitali, questa scienza è ormai abbandonata da molto tempo.
Penso che l'ossigeno sia uno dei rimedi non l'unico.

 
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