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Energia Alternativa ed Energia Fai Da Te > Sezione Generica

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Prove di fusione del piombo., Ulteriori tentativi di ottenere uno stampo duraturo.
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Ferrobattuto

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GigaWatt


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Inviato il: 24/1/2009,20:50

Salve a tutti.
Seguito a cercare in qualche modo di fare uno stampo, con metodi obbistici, che resista a molte fusioni consecutive, in maniera da poter produrre piastre di piombo da poter usare per autocostruirsi degli accumulatori. Meglio sarebbe se le piastre fossero già pronte, con superficie sagomata o bugnata o irruvidita o comunque realizzata in modo da essere usata subito, senza altri trattamenti che le cariche di formazione.
A me personalmente sembrerebbe già un traguardo riuscire a gettare delle piastre sottili, che tutti i tentativi fatti fin'ora hanno evidenziato una serie di problemi. Come si può vedere nella discussione "Piombo nuovo da vecchie batterie", di tentativi di costruzione di stampi ne ho fatti diversi: con del gesso, di diverse qualità, ma dopo poche fusioni lo stampo cominciava a "sbriciolarsi" sugli spigoli dentro, producendo piastre piene di "bozzi" o soffiature o "baffi" di piombo che era difficile asportare. Con della malta refrattaria, che però resisteva poco di più e in aggiunta provocava moltissime "soffiature" o irregolarità della superficie, probabilmete dovute alla maggiore porosità del materiale usato. Ho fatto anche uno stampo di ferro, di notevole spessore, in modo che non si deformasse con il calore della colata. Le piastre sarebbero venute bene, tutte precise e tutte uguali, se non fosse che uno spessore di ferro così assorbiva e disperdeva una gran quantità di calore, provocando la solidificazione del getto di piombo prima di raggiungere il fondo dello stampo, così che le piastre venivano incomplete o "criccate" da crepe e lesioni longitudinali, che ne avrebbero provocato la rottura e l'isolamento con la corrosione dovuta all'uso. Anche modificando la posizione del foro di gettata il risultato non cambiava. Pensare di preriscaldare lo stampo e mantenerlo a temperatura, con metodi obbistici diventava molto dispendioso in combustibile, e lo stampo, di per se già molto pesante, risultava assai poco maneggevole.
Il metodo di recupero del piombo da vecchi accumulatori esausti e rovinati, ormai si va perfezionando, con l'aiuto di persone volenterose, come Dolomitico e Alby992, e l'apporto di "consigli tecnici" di altri, come Lupo Cattivo (si fa per dire faccine/biggrin.gif ), che grazie alle sue conoscenze di chimica ci ha precisato le proporzioni tra il carbone e l'ossido di piombo da trattare.
Rimane soltanto da costruire lo stampo. Quì di seguito metto i miei tentativi, ma come al solito nessuno vieta di partecipare, anche con consigli e idee, anzi......
Saluti.
Ferro

 

Ferrobattuto

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Inviato il: 24/1/2009,21:44

Salve a tutti.
Tempo fa qualcuno mi disse che il "normale" silicone trasparente da vetri resiste a 400°C. Ho deciso di verificare.
Preso un barattoletto vuoto del tonno (posso assicurare che la marca non è preponderante.... faccine/laugh.gif ), l'ho riempito di gesso, poi prima che solidificasse completamente ho ricavato al centro con un cucchiaio una concavità più o meno tonda.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232826867.jpg

Prima che solidificasse del tutto l'ho lisciata col bordo del cucchiaio. L'ho lasciata asciugare un giorno, ponendola sulla stufa a legna, così che fosse ben secca, poi ci ho spalmato dentro del silicone trasparente, di quello per sigillare i vetri delle finestre, come si vede sotto.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232827346.jpg

Due o tre millimetri di spessore, non di più. La difficoltà maggiore con questo materiale è la pastosità. E' denso e molto adesivo, per cui si attacca inesorabilmente a qualsiasi utensile si usi per spalmarlo, tant'è che non mi è riuscito di fare una superfice liscia, ma alla fine è risultato essere meglio così.
Lasciato tirare il silicone per una notte, poi messo una giornata sulla solita stufa, per far evaporare più solventi e volatili possibile.
In un'altro barattoletto del tonno ho fuso una piccola quantità di piombo, senza farlo surriscaldare, solo fondere. Piccola quantità perché non sapevo gli effetti, al limite poteva succedere che schizzasse tutto fuori e mi finisse addosso.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232827624.jpg

Invece non è stato così: il silicone si è lasciato colare sopra il piombo fuso praticamente senza fare una piega......

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232827948.jpg

Il silicone era di buona marca, ma anche in questo caso non credo che sia importante faccine/biggrin.gif .
Il silicone è un pessimo conduttore di calore, per cui il piombo ha impiegato diverso tempo per solidificare, tanto che alla fine, stanco di aspettare, appena formato un velo di "solido" sopra l'ho raffreddato con dell'acqua. Rovesciato lo "stampo" è uscito quanto sotto.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232828439.jpg

Ossia, il silicone non si è praticamente rovinato, tutt'al più appena sporcato, mentre il pezzo fuso di piombo risultava essere praticamente un calco delle asperità del fondo dello stampo, come si vede meglio dai particolari nella foto sotto.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232828626.jpg

Posso assicurarvi che nonostante l'aspetto non è una merdina del mio gatto, ma proprio il piombo fuso poco prima, in cui si vedono tutte le asperità del fondo di silicone, troppo denso da poterlo spianare decentemente, con ricavati solchi e buchi dovuti ai "baffi" di silicone prodotti dal sollevamento della spatolina con cui ho tentato di lisciarlo. Baffi che non si sono neanche bruciati, ma naturalmente non so quanto reggerebbero a delle colate successive.
A 400°C non ci siamo arrivati (non era mia intenzione), ma possiamo dire che i 250° circa della fusione del piombo li resiste egregiamente. Il silicone in qualche chiazza si è distaccato dal gesso sottostante, ma non penso sia importante, dato che era un primo tentativo, credo invece che per colate di pezzi unici piccoli e complessi vada bene, purché si riesca a farlo aderire bene al modello, magari preventivamente ricoperto di materiale antiaderente (cera) in modo che successivamente quando indurito il silicone si possa sfilare per colarci il piombo. Insomma, forse i soldatini di piombo potete farveli anche così, senza spendere un pacco di soldi per del silicone speciale. faccine/laugh.gif faccine/laugh.gif faccine/laugh.gif
Per le piastre da accumulatore non credo che vada bene, anche se penso che farò altri tentativi.
Saluti.
Ferro

 

Eli-sir

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Inviato il: 25/1/2009,11:10

Per lisciare il silicone senza che aderisca alla spatola basta inumidire la spatola stessa con dell'abbondante acqua.

Un metodo sicuro per fare gli stampi è farli di graffite, magari sinterizzata, resiste tranquillamente ai 350-400°C della colata, l'unico problema è lavorarla: fà una polvere nera della madonna che si infila dappertutto.

E' sempre il solito discorso: è inutile portare l'hobbismo all'esasperazione, se mi serve uno stampo tipo questo in graffite non ci penso minimamente di farmelo in casa, lo faccio fare fuori, il lavoro è fatto come dio comanda, non ho speso soldi e tempo su cento prove e più faccine/construction.gif che non hanno dato i risultati voluti, bensì li ho spesi una volta sola e bene e magari ho anche risparmiato qualchecosa. Punti di vista...

http://www.eurografite.it/index.htm

Provare per credere!

 

NonSoloBolleDiAcqua

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Inviato il: 25/1/2009,12:07

CITAZIONE (Eli-sir @ 25/1/2009, 11:10)
E' sempre il solito discorso: è inutile portare l'hobbismo all'esasperazione, se mi serve uno stampo tipo questo in graffite non ci penso minimamente di farmelo in casa, lo faccio fare fuori, il lavoro è fatto come dio comanda, non ho speso soldi e tempo su cento prove e più faccine/construction.gif che non hanno dato i risultati voluti, bensì li ho spesi una volta sola e bene e magari ho anche risparmiato qualchecosa.

Eli,
punti di vista...da parte mia non posso far altro che fare i complimenti a Ferro che con i suoi esperimenti non solo arricchisce il forum ma tutti coloro che cercano soluzioni simili...non solo in questo momento ma per tutti gli anni a venire.
Bolle



---------------
Chi sa raccontare bene le bugie ha la verità in pugno (by PinoTux).
Un risultato se non è ripetibile non esiste (by qqcreafis).

 

Eli-sir

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Inviato il: 25/1/2009,12:22

Chiaro che anche da parte mia non posso far altro che prostrarmi davanti a tanto lavoro e tanto impegno nel fare svariate prove con svariati materiali. Attenzione che non voglio sminuire il lavoro di nessuno anzi... io mi sarei fermato prima e avrei comperato lo stampo di graffite. Ripeto ammiro tanta pazienza (che io non ho) e tanta perseveranza.

Ho proposto la graffite perchè fino a sei mesi fà lavoravo presso un'azienda che opera nel campo macchinari per fusioni, e la graffite sinterizzata regge tranquillamente 1000°C senza rovinarsi per più e più fusioni. Parlo per esperienza, non stò inventando niente.

 

Ferrobattuto

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Inviato il: 25/1/2009,13:46

Salve a tutti.
Senza voler sminuire la tua esperienza o le tue opinioni Eli_sir, l'acquisto di prodotti commerciali o l'ordinazione su misura di alcuni manufatti, non è alla portata di tutte le tasche. Poi è nello "spirito del forum" cercare di aggirare alcune difficoltà puntando su sistemi e materiali alternativi, che anche se meno "tecnologici" e perfetti, se adattati allo scopo specifico possono risultare adeguati.
Nello specifico delle piastre per accumulatori fai-da-te poi, sarebbe bastato comprare della "normale" lamiera di piombo, in un magazzino per materiali edili, di quella che si usa per ipermeabilizzare camini e gocciolatoi sui tetti, ritagliarla e sagomarla con semplici forbici da lattoniere, accoppiarla in qualche modo in pacchi e realizzare così un accumulatore da formare e caricare. Ma resta il fatto che questa lamiera costa un pacco di soldi...... E resta la "sfida" di recuperare il piombo dai "nostri" accumulatori esausti, per farne di nuovi, possibilmente a basso costo e con inventiva propria, così da ricavarne oltre che un risparmio "venale" anche una intima soddisfazione. A monte di tutto sarebbe stato molto più facile investire una cifra molto ingente in accumulatori stazionari, con la realizzazione immediata di un parco batterie perfetto e di lunghissima durata (trent'anni almeno.....), ma questo, oltre che fuori della portata delle tasche dei più, non sarebbe stato nella mentalità che anima i frequentatori di questo forum.
Se anche uno soltanto di noi riesce in un suo progetto, l'esperienza e il sistema di realizzazione rimane a disposizione di tutti, con la possibilità per ognuno di modificarlo a proprio piacimento e in base alle proprie esigenze, e arricchirlo di elementi propri.
Saluti.
Ferro

 

Eli-sir

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Inviato il: 25/1/2009,14:21

Non sono stato capito faccine/sad.gif . La mia esperienza dice che la graffite è il miglior materiale per ottenere il miglior risultato. Non è detto che si debba per forza comperare lo stampo già fatto. La graffite si trova in lastre, barre, tondi...
Con due lastre ed una barra per spessorare sui tre lati le piastre e creare la cavità dove eseguire la colata lo stampo è fatto. Per unirle si possono usare dadi e bulloni, la grafite infatti e facilmente lavorabile, si può forare, si può anche filettare, certo non è resistentissima ma lo si può fare.
Ora come ora non ricordo il prezzo della graffite ma non è improponibile, per il materiale che servirebbe stiamo comodamente sotto i 50 euro.

Il gesso non ha dato grandi risultati, la prima fusione viene, le altro no, è così dappertutto, la tecnica delle fusioni a cera persa utilizza degli stampi in gesso, che dagli addetti ai lavori viene chiamato rivestimento, ed è esclusivamente monouso.

Molti orafi per fare dei lingottini usano degli stampi metallici ma li preriscaldano, altrimenti la colata si raffredda e non arriva a riempire lo stampo perchè solidifica prima. L'oro fonde a 1100°C circa ed il piombo a circa 330°C, logicamente il preriscaldo dello stampo và fatto in proporzione: circa 150°C possono andare bene.

La fusione con lo stampo in terra può essere un'altra soluzione , ma anche in questo caso lo stampo è monouso.

Esistono dei siliconi e delle resine a due componenti per stampi ma costano un botto ed il risultato è più o meno come quello dell'esperimento.

In linea generale nel campo delle fusioni possiamo dire che gli stampi ottenuti dalla miscelazione di polveri quali gesso, malte, sabbie... con liquidi quali acqua, catalizzatori... sono monouso.
Stampi chimici ottenuti da siliconi, resine alta temperatura... sono un pò più durevoli, ma questo dipende dalla temperatura di colata, vanno bene al massimo fino a 500°C, già con l'alluminio ci sarebbero delle difficoltà.
Gli stampi metallici sono praticamente eterni o quasi.

E da tutto questo non si scappa...purtroppo.

Ora a livello amatoriale e per piccole serie lo stampo metallico è il più conveniente a patto però che sia preriscaldato, lo sò che diventa rognoso ma fà parte del gioco. Un modo per preriscaldarlo potrebbe essere quello ti tenerlo sopra la forgia ad una certa distanza durante la fusione del piombo così il calore che sale investe lo stampo e lo riscalda, oppure un vecchio forno da cucina in disuso...
Altrimenti c'è la graffite, ma non mi sembra che l'idea sia stata particolarmente apoprezzata faccine/bye2.gif .

 

Ferrobattuto

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Inviato il: 25/1/2009,15:21

Salve a tutti.
Non è che la grafite non sia un'idea apprezzabile, anzi! Però dalle mie parti non si trova..... Conosco la grafite e le sue proprietà, tra l'altro ne ho lavorata un po' in passato, quando lavoravo in una torneria a Roma. E' perfettamente lavorabile, le sue polveri non sono assolutamente corrosive, semmai lubrificanti, è un ottimo conduttore di corrente e di calore ecc.... E' carbonio allo "stato metallico". Ma quì seguita a non trovarsi.... Magari trovassi un paio di lastre di grafite, spesse un paio di cm, da scavare con utensili, anche a mano, per ricavare piastre già "finite".
Tra l'altro con degli avanzi di quella grafite, feci dei contatti per un relè ad alta corrente per una saldatrice a punti, contatti che erano fatti in lega di rame e avevano il vizio di "incollarsi" tra loro provocando il perforamento delle lamiere che si stavano puntando.
Preriscaldare lo stampo è un'ottima idea, ma lo stampo che serve a me, fatto di ferro, pesa 20Kg, ed è già difficile maneggierlo "freddo" (dopo poche colate non lo è più....) anche con grossi guanti di cuoio, figuriamoci a 300°, per questo l'ho scartato. Se avessi un paio di "aiutanti" a darmi una mano forse lo potrei rimettere in funzione. faccine/biggrin.gif
Intanto farò altre prove, poi vedremo....
Saluti.
Ferro

 

DOLOMITICO

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Inviato il: 25/1/2009,17:00

faccine/huh.gif faccine/huh.gif faccine/huh.gif E guarda qua il nostro Ferro che ci tira fuori dal cappello,al silicone proprio non ci avrei mai pensato,ma a quanti gradi arriva?gia 400 sono buoni,se arrivasse a 700 sarebbe perfetto(per me)cmq 10 e lode,ormai meriti l'appellativo di "STREGONE VULCANICO" faccine/tongue.gif faccine/tongue.gif faccine/tongue.gif
Bel lavoro,secondo me anche lo stampo piastre viene,il fatto di tutte quelle insrespature va bene per aumentare la superfice effettiva.
Probabilmente invece che uno stampo è consigliabile farne molti,cosi mentre si raffreddano hai fatto anche un po di lavoro.
Bravo. faccine/clap.gif faccine/clap.gif faccine/clap.gif

 

alby992

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Inviato il: 25/1/2009,22:58

Ciao Ferro , mi è venuta in mente il silicone quello arancione per fare le guarnizioni alta temperatura, che tra l'altro, quando lo spalmi , poi si autolivella...lo usavo a 14 anni quando smontavo la testa del motorino....
Sono tubetti piccoli, ma a noi ne serve relativamente poco, poi basta fargli un supporto di gesso, magari di quello bello duro....

Ho dato un'occhiata al Motorsil D resiste fino a 300°C (mi sembra pochino) ...è autolivellante...un tubetto da 60Gr 9,00 euro...non costa poco( anzi...una follia!!!!), ma penso che con un tubetto si possa costruire uno stampo, (ne serve solo uno strato sottile)

Ora che mi viene in mente una volta ho acquistato del silicone autolivellante trasparente...devo chiedere al negoziante a che temperatura resiste...

ciao Alberto


 

alby992

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Inviato il: 25/1/2009,23:25

ho trovato questo...resiste fino a 1500°C... forse è tropoo!! faccine/biggrin.gif
è un sigillante refrattario, ma non è autolivellante...circa 5 euro di un tubo classico 310ml..il prezzo è buono...

http://www.construlink.com/LogosCatalogos/...Refrattario.pdf

 

Eli-sir

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Inviato il: 26/1/2009,08:00

Mi è venuta in mente un'altra possibilità: le due faccie grandi dello stampo si potrebbero fare con due coperchi in cemento armato che si usano nei tombini, oppure con due piastrelle sempre in cemento da 40x40, quelle che dal lato bello hanno incastonati tutti i sassolini e dal lato posa sono a finitura cemento con la porostà secondo me giusta per delle piastre da batteria. Per tenere distanziate le due faccie dello stampo si potrebbe utilizzare la stessa sagoma che ora è sullo stampo di ferro. Per il serraggio si possono forare le piastrelle o i coperchi con una punta da muro e poi dadi e bulloni faranno il resto, oppure si possono usare dei semplici morsetti.

Il cemento, non essendo proprio un ottimo conduttore di calore dovrebbe consentire alla colata di arrivare in fondo allo stampo ancora liquida ed il ferro che separa le due piastre non dovrebbe essere influente sul raffreddamento repentino vista la esigua quantità impiegata.

 

Ferrobattuto

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Inviato il: 26/1/2009,14:43

Salve a tutti.
Quella del cemento non mi era venuta in mente, però so che il cemento è molto sensibile al calore, specialmente sopra i 100°. Di solito si sbriciola scoppiettando come un demonio. Mi è capitato di mettere delle tavolette ex armatura sporche di cemento nella stufa e sentirle "sparare". Però la prova la farò, versando del piombo fuso su una superficie di cemento asciutto.
Mi sono state consigliate anche delle piastrelle di terracotta, cosa che proverò di sicuro, e ho pensato anche ad uno stampo di argilla asciutta. Però sono tutti tentativi che richiedono tempo..... E si sa, come dice Dolomitico, che i miei tempi sono "biblici". faccine/laugh.gif
Saluti.
Ferro

 

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Inviato il: 26/1/2009,15:34

Salve a tutti.
Il buon Alby mi ha spedito in un grosso pacco alcuni dei materiale refrattari che si usano per fondere le intelaiature metalliche delle protesi dentarie. Vista la sua buona volontà e le sua disponibilità mi sono deciso a fare un tentativo.
Il primo materiale refrattario è una specie di "Supergesso". In realtà un gesso particolare, additivato o trattato per resistere ad altissime temperature di colata, in quanto per quell'uso si usano metalli nobili, tra cui anche l'oro, che hanno alte temperature di fusione. Ha uno sconcertante colore giallo-rosa che ho ribattezzato "color gengiva" faccine/biggrin.gif , tanto per rimanere in tema, e perché ci somiglia proprio.
Ho iniziato con quello perché più o meno si usa come del gesso normale, anche se le caratteristiche finali sono molto superiori.
Come al solito ho preparato lo stampo di colata, come ho fatto già altre volte.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232978197.jpg

Fissato il modello con un goccio di cianoacrilico sul vetro, l'ho circondato con un "recinto" di plastilina, poi ho cosparso il tutto con schiuma di sapone, per facilitare il distacco del modello. Appena asciugato un po' il sapone ho sciolto la polvere di Supergesso con acqua, rigirando tutto per bene e con calma con una spatola (leggi cucchiaio). Devo dire che anche quì il materiale ha mostrato i suoi pregi: si lascia amalgamare in modo favoloso, i grumi piano piano perdono consistenza e si sciolgono lasciando una pasta molto omogenea. Aggiunta acqua fino a raggiungere la "consistenza dello yogurt" (parole di Alby) l'ho versato nello stampo, vibrando un po' il tavolo per farlo depositare bene e far uscire le bolle d'aria.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232978743.jpg

Dopo circa venti minuti, appena tirato il gesso, ho tolto il recinto di plastilina, lisciato i bordi e tolte le sbavature con un coltellino. La forma è come si vede nella foto.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232979003.jpg

Lasciato tirare alcune ore, ho rigirato il primo mezzo stampo e ripetuto il lavoro con la plastilina ed il sapone.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232979319.jpg

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232979443.jpg

Preparato e colato il secondo strato di Supergesso, con le solite modalità.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232979694.jpg

Lasiato indurire di nuovo, liberato dalla plastilina e rifinito col coltellino, il risultato finale è quello sotto.

http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/2/5/2/6/1/6/5/1232979834.jpg

L'ho lasciato tirare 24h, e devo dire che è risultato durissimo, scalfirlo con un coltellino per togliere alcune bavaturine è molto difficile. In compenso è molto liscio e molto compatto, tanto che in qualche posto ha preso la forma di alcune bollicine della schiuma del sapone che avevo usato per il distacco delle due parti. Materiale professionale, senza dubbio. Ora lo lascerò tirare ancora un giorno poi lo infornerò per asciugarlo ulteriormente, poi farò delle prove di colata per saggiarne la resistenza.
Il seguito appena posso. Saluti.
Ferro

 

eneo

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Inviato il: 26/1/2009,17:12

ciao ferro....complimenti a te e a tutti voi....

 
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