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Energia Alternativa ed Energia Fai Da Te > Applicazioni E Realizzazioni Pratiche

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Caricabatterie desolfatante?
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Keyosz
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Inviato il: 2/10/2010,10:11

Questo integrato regolatore ha due versioni LM2576-ADJ lavora con una tensione massima in ingresso di 40V mentre la versione LM2576HT-ADJ regge fino a 60V in ingresso, se ho capito bene tu usi la prima versione quindi il tuo voltaggio a vuoto sul condensatore subito dopo il ponte a diodi è molto vicina alla soglia massima, non dovrebbe bruciare per questo ma sai in questi casi è sempre bene tenere margine, non farlo lavorare con tensioni superiori a 35V in ingresso, per fare questo devi usare un trasformatore che dia 20V in AC sull'uscita, 25V AC potrebbero essere troppi.

Ad ogni modo sul pin 4, che è il feedback, non devi misurare tensioni in quanto è solo un pin di comparazione dell'operazionale interno di regolazione, se non erro a circuito funzionante si dovrebbe stabilizzare intorno a 1,2V, ma non fà testo per le misure.

Controlla che la bobina sia collegata al pin 2 da un lato e alla lampadina + trimmer dall'altra, poi che il diodo shotcky sia collegato giusto tra pin 2 e massa, se lo hai messo al contrario manda in corto l'integrato regolatore, potrebbe solo essere qualche collegamento mancante o errato, verifica tutto bene, poi in ultima analisi prova a cambiare l'integrato che succede che possano essere guasti se comprati usati alle fiere faccine/wink.gif

 

Tizio.8020
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Inviato il: 15/10/2010,19:41

Ciao, sto recuperando i componenti per realizzare anch'io il tuo progetto.
Ho acquistato uno stock di alimentatori da PC, e ho trovato su ebay l' LM2576ADJ.
Da China, 9,33 € (spedizione compresa), lotto di 10 pezzi.
A Ravenna, in negozio, 6,50 € un pezzo!!!

Domanda: dato che anch'io , non trovando l'STPS8H100, vorrei utilizzare uno di quelli dell'alimentatore, devo fare altre modifiche, o va bene così?

grazie...

 

PinoTux

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Inviato il: 15/10/2010,22:40

Per il diodo puoi usare quello dell'alimentatore, purché non sia uno di quelli del ponte di ingresso della 220V, a volte ne montano quattro singoli al posto del "blocchetto".
Generalmente sono due e sono doppi, cioè un contenitore ne monta due. Io ho sempre usato quello più piccolo da 10A mettendoli in parallelo, non ho mai provato con quello da 40A, mi sembra di ricordare che Keyosz scrisse che si possono usare.
Saluti
Pino



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piero1955
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Inviato il: 18/10/2010,09:56

Buongiorno a tutti.
Ho iniziato questo discorso in un altro 3D, ma questo mi sembra più "azzeccato" faccine/biggrin.gif

Nuova Elettronica, LX510, con le opportune modifiche (togliere C6 e C7 ed al loro posto metterei una resistenza da circa 15 ohm 30/40W. Per la bobina L1 dovrò fare qualche esperimento partendo dal solito nucleo giallo di recupero come descritto in altri schemi. Per finire, il relè in serie all'uscita.)
ForumEA/us/sg3524alimentatorene2.jpg

Ho già il circuito stampato per cui il gioco è (quasi) fatto..... faccine/biggrin.gif

Cosa ne pensate?

Ciaoooo

 

walter58
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Inviato il: 19/10/2010,15:55

salve tutti,
sto' costruendo anche io il caricabatterie pubblicato da Keiosz,
qualcuno puo' dirmi come va' collegato il 7812 per far funzionare la ventola?senza schema elettrico non riesco a farlo,scusate la mia ignoranza ho lasciato l'elettronica una ventina di anni fa'.

 

PinoTux

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Inviato il: 19/10/2010,22:00

@Piero1955
In linea di principio, sempre che non ci siano altri inghippi, dovrebbe funzionare, comunque da bravi smanettoni è tutto da provare! faccine/smile.gif


@walter58
La massima tensione di ingresso ammessa per il 7812 è di 35V, quindi se intendi prelevarla direttamente dal ponte penso che sia un po' troppo al limite.
Tenendo l'integrato di fronte e con i terminali verso il basso, a sinistra trovi il pin di ingresso, nel mezzo il comune che va a massa, quello di destra è il terminale d'uscita.
Nel mio caso ho usato una ventola da 12V alimentata all'uscita e si trova praticamente in parallelo alla resistenza da 15 ohm, fino ad ora ha retto malgrado gli impulsi arrivino a circa 30V, comunque ho prima regolato la tensione di uscita a circa 14V (con collegato il condensatore di filtro all'uscita) e poi ho saldato i fili della ventola.
Una soluzione più o meno elegante sarebbe di inserire una resistenza in serie alla ventola ed un diodo zener da 12V in parallelo alla stessa in modo da limitare la tensione al valore dello zener, il valore della resistenza dipende da quanto assorbe la ventola, ad occhio (!) proverei con un centinaio di ohm, penso che lo zener si potrebbe eliminare e mettere un condensatore da qualche microfarad in parallelo alla ventola così da integrare gli impulsi, sono prove da fare ...
Saluti
Pino



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qqcreafis

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Inviato il: 19/10/2010,22:54

ForumEA/us/img834/4030/desolfa.png

potrebbe funzionare questo ipotetico desolfatore?

dopo un'estenuante performance magnetica un pò di circuiti ci volevano giusto per non perdere il contatto con la realtà



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Al peggio non esiste limite

 

PinoTux

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Inviato il: 19/10/2010,23:04

Assomiglia molto al sistema "megapulse", vedi un po' quanto postato a pagina 5 di questo stesso thread

Direi che il magnetismo ci sta sempre..



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Keyosz
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Inviato il: 24/10/2010,11:29

Ciao Piero1955,
quando elimini C6 e C7 avrai gli impulsi HT provenienti dai rilasci induttivi della bobina sul polo + in uscita, e questo è bene perchè è parte del principio su cui opera questa desolfatazione + ricarica, ma devi anche tenere presente che questi impulsi, che potrebbero anche toccare punte di 100V, raggiungono anche il piedino sensoriale di regolazione dell'integrato regolatore, quindi sia per evitare che bruci sia per non farlo auto-oscillare, bisognerebbe interporre una resistenza da 1Khom tra il gruppo R11+R12 e l'uscita della bobina e poi mettere un condensatore da 220nF poliestere in parallelo a R10, ovviamente i valori sono fatti a stima essendo che non conosco questo integrato e il progetto di nuova elettronica in questione anche perchè la confugurazione "ad impulsi liberi" della bobina per desolfatare le batterie non è la configurazione canonica prevista per questi integrati regolatori switching quindi bisogna un pò provare per trovare la configurazione giusta che non li fà auto-oscillare e che permette al principio di lavorare sulle batterie, quindi usando un integrato differente dovete un pò andare a tentativi e non posso garantirvi risultati, ma se ci riuscite siete i benvenuti ad illustrarci i vostri risultati così da condividere le esperienze.
Come potrai notare nello schema iniziale che ho pubblicato il pin di feed-back dell'integrato ha una rete R-C prima di collegarsi all'uscita libera della bobina in questo modo esegue un valore medio degli impulsi per la regolazione delle tensione id carica, proteggendo anche la parte sensibile di ritorno dell'integrato stesso.

Ciao walter58 e benvenuto sul forum,
ho letto il messaggio del tuo amico riguardo il vostro progetto eolico nell'altra sezione del forum, Pinotux ti ha già suggerito la piedinatura del 7812, del resto se ti capita di avere dubbi sulla piedinatura di componenti basta cercare il pdf del datasheet del componente in questione su google ed in pochi secondi hai tutte le info che ti servono faccine/wink.gif ad ogni modo ti sei ricordato di tarare il circuito colelgando un condensatore da almeno 1000uF in uscita senza batterie e regolando una tensione compresa tra 14 e 14,4V? perchè se fosse più bassa non ricarica e non desolfata, se fosse più alta corrode le piastre delle batterie sovraccaricandole, te lo chiedo solo perchè mi pareva di capire che il tuo amico non vedeva salire la tensione oltre i 13,5V, ma forse ho capito male...
Ad ogni modo per la ventola di rafreddamento non collegatela sull'uscita del dispositivo, a Pinotux è andata bene ma in quel punto vi sono impulsi troppo forti per la delicata elettronica del brushless delle ventoline, potrebbero rompersi facilmente oltre che ad interferire con gli impulsi in uscita, difatti se la ventolina ha dentro un condensatore, anche piccolo, potrebbe arrotonodare gli impulsi che invece debbono essere belli appuntiti e "affilati" per ricaricare il solfato di piombo cristallizzato, però ha ragione Pinotux che in ingresso al regolatore LM potrebbero trovarsi più di 35V (massimo 40V retti dall'LM) che è la soglia massima del 7812 canonico, per esempio io in alcuni casi ho usato un altro avvolgimento secondario con tensione più bassa solo per alimentare la ventolina, poichè realizzando diversi di questi dispositivi e usando trasformatori di recupero ogni volta non avevo mai delle tensioni uguali per ogni caso quindi per la ventolina improvviso al momento a seconda di quello che trovo, l'iportante è dargli 12V stabili e non collegare niente altro che le resistenze zavorra e la batterie sull'uscita del circuito.

Ciao Qqcreafis,
non so di che magnetismo stiate parlando ma del resto sono stato molto assente ultimamente sul forum e posso immaginare quante discussioni mi sono perso nelle altre sezioni, ad ogni modo il tuo schema realizza un circuito semplificato in grado di ricaricare e desolfatare le batterie, anche se differente da quello di questa discussione, il principio è uguale, ti manca un carico zavorra in uscita oppure un altro transistor/mosfet che dopo ogni impulso effettua una leggera scarica, questo perchè da prove pratiche ho notato che il processo di desolfatazione necessita una mini scarica della batteria tra un impulso e l'altro, difatti io per risolvere il problema in modo semplice, veloce ed ecomonico ho messo un carico resistivo in uscita, questo stabilizza il regolatore switching ed effettuta una brevissima e leggera scarica tra un impulso e l'altro, ovviamente è un pò uno spreco di energia ed in effetti abbassa molto il rendimento del circuito, non a caso vi è la ventola per il rafreddamento, ma ho scelto questa soluzione perchè semplificava il circuito, perchè in alternativa si sarebbe potuto usare un altro gruppo di mosfet/transistor per ricaricare, per esempio, il condensatore in ingresso con l'energia delle breve scarica in modo da sommarla a quella del trasformatore per l'impulso di ricaric asuccessivo, ma il circuito si complicherebbe molto e creerebbe solo difficolta per la realizzazione fai-da-te, del resto è un circuito da usare come "cura" una tantum, non certo come regolatore di carica quitidiano per un impianto ad isola faccine/wink.gif

Comunque, in linea teorica, se le batterie si potessero sempre ricaricare con i rilasci induttivi delle bobine, per esempio sui regolatori di carica per gli impianti ad isola, il problema della solfatazione sarebbe draticamente dimminuito, perchè se anche si scaricassero molto le batterie e le si lasciassero scariche per molti giorni, appena tornerebbe il sole la ricarica stessa fungerebbe anche da desolfatazione, ma ovviamente la cosa non è realizzabile perchè sulle batterie non è connesso solo il regolatore di carica ma anche altri dispositivi come inverter ed eventuali apparati a bassa tensione che 1) potrebbero essere danneggiati dagli impulsi delle bobine 2) con i loro grossi condensatori (vedi inverters) annullerebbero l'efficacia degli impulsi ripidi delle bobine annullando l'effetto desolfatante.

p.s.
Se usate il caricabatterie desolfatante sulla batterie delle vostra auto staccate prima i poli del circuito elettrico dell'auto e poi collegate il circuito direttamente alla batterie senza niente altro, questo perchè nel circuit dell'auto vi sono centraline elettroniche con condensatori che potrebbero annullare l'effetto desolfatante del dispositivo in questione.

 

PinoTux

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Inviato il: 24/10/2010,20:49

CITAZIONE (Keyosz @ 24/10/2010, 12:29)
p.s.
Se usate il caricabatterie desolfatante sulla batterie delle vostra auto staccate prima i poli del circuito elettrico dell'auto e poi collegate il circuito direttamente alla batterie senza niente altro, questo perchè nel circuit dell'auto vi sono centraline elettroniche con condensatori che potrebbero annullare l'effetto desolfatante del dispositivo in questione.

Nelle automobili moderne se stacchi la batteria rischi di "sprogrammare" certi parametri della centralina, si può ovviare a questo collegando ai cavi che fanno capo alla batteria dell'auto un'altra batteria che faccia da tampone, anche una al GEL, è altamente sconsigliato provare la messa in moto... faccine/laugh.gif
È ovvio che l'operazione va fatta prima di scollegare i morsetti della batteria principale.
p.s.
Osservare sempre la giusta sequenza nello scollegamento dei morsetti onde evitare CC verso massa con la chiave...




Modificato da PinoTux - 25/10/2010, 01:45


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piero1955
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Inviato il: 25/10/2010,14:46

[QUOTE=Keyosz,24/10/2010, 12:29]
Ciao Piero1955,
quando elimini C6 e C7 avrai gli impulsi HT provenienti dai rilasci induttivi della bobina sul polo + in uscita, e questo è bene perchè è parte del principio su cui opera questa desolfatazione + ricarica, ma devi anche tenere presente che questi impulsi, che potrebbero anche toccare punte di 100V, raggiungono anche il piedino sensoriale di regolazione dell'integrato regolatore, quindi sia per evitare che bruci sia per non farlo auto-oscillare, bisognerebbe interporre una resistenza da 1Khom tra il gruppo R11+R12 e l'uscita della bobina e poi mettere un condensatore da 220nF poliestere in parallelo a R10, ovviamente i valori sono fatti a stima essendo che non conosco questo integrato e il progetto di nuova elettronica in questione anche perchè la confugurazione "ad impulsi liberi" della bobina per desolfatare le batterie non è la configurazione canonica prevista per questi integrati regolatori switching quindi bisogna un pò provare per trovare la configurazione giusta che non li fà auto-oscillare e che permette al principio di lavorare sulle batterie, quindi usando un integrato differente dovete un pò andare a tentativi e non posso garantirvi risultati, ma se ci riuscite siete i benvenuti ad illustrarci i vostri risultati così da condividere le esperienze.
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Ciao e grazie dei suggerimenti faccine/smile.gif . Ovviamente il pin 1 deve essere ben configurato. Appena posso (tempo SUPER-tiranno faccine/mad.gif ) lo provo e farò sapere. faccine/wink.gif Comunque sto aspettando che mi arrivino dalla Cina gli LM2576HV che ho già comperato. anche con quelli dovrò fare alcuni esperimenti, soprattutto con varie tensioni d'uscita: 6-12 e 24V faccine/shifty.gif .
Ciao.

 

Pyron

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Inviato il: 25/10/2010,15:31

ciao a tutti... ho recuperato un trasformatore a 24v 3a...mi metto all'opera? faccine/wink.gif avrò bisogno di qualche dritta però intanto mi leggo la discussione, ma mi confermate che lo schema in prima pagina è il definitivo?

 

Ferrobattuto

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Inviato il: 25/10/2010,19:06

E' sicuramente lo schema di quello che stò usando io, che Keyosz mi lasciò quì quando venne a trovarmi, e che funziona benissimo.

 

Keyosz
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Inviato il: 25/10/2010,22:23

Si Pyron è lo schema giusto in prima pagina, l'unica parte che subisce variazioni a piacimento è il regolatore 7812 per la ventola di rafreddamento che a second adei casi và modificato opportunamente, se la tensione del secondario supera i 30V radrizzata meglio usare un altro secondario o un altro trasformatore oppure nulla vieta di usare un altro regolatore lineare che supporti più di 35V in ingresso per la sola alimentazione della ventolina che assorbe poche centinaia di mA, addirittura se volete realizzare il tutto in una scatola più grossa con adeguate alette di rafreddamento elettricamente isolate per integrato, diodi e resisetnze che dissipano in maniera passiva senza ventilazione forzata la ventola e relativo 7812 sono inutili.


 

Pyron

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Inviato il: 25/10/2010,23:49

ora che mi guardavo in giro nell'ordine che sto facendo in garage ho trovato anche un toroidale con due uscite a 12V...potrei usare quello o pensate sia sprecato?

 
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