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Energia Alternativa ed Energia Fai Da Te > Agricoltura

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L'orto in campagna,cenni generali e elenco ortaggi
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pluto1962

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Inviato il: 20/06/2015 21:27:55

In un orto bisogna alternare la produzione mediante l'avvicendamento colturale.La rotazione delle colture ci permette di ridurre il rischio legato alla trasmissione di malattie e all'impoverimento del terreno.
Le piante nell'orto si possono di dividere a seconda del loro fabbisogno nutritivo ,in grandi, medie,e deboli consumatori.Nella consociazione quindi dobbiamo usare piante forti consumatori,piante medie,e quindi deboli consumatori.Usando tale sistema possiamo salvaguardare la nostra porzione di terreno utilizzata,molta importanza ha la pacciamatura e le concimazioni.
Lo scopo della pacciamatura é ridurre al minimo la dispersione di umidità del terreno che nei mesi estivi raggiunge valori altissimi. Si crea quindi uno strato protettivo costituito di materiale di origine organica (paglia,residui colturali,foglie) o sintetica(film plastici) che riducono l'evaporazione dell'acqua dal terreno e ostacola lo sviluppo di infestanti.La concimazione può essere minerale o organica. Si possono prevedere nell'orto la presenza di fiori (tagete e altri) perché sono utili alla salute delle colture. Conviene destinare una zona dell'orto almeno 2-3mq di una zona marginale dell'orto al compostaggio.



Modificato da pluto1962 - 02/07/2015, 19:52:18


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pluto1962

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Inviato il: 20/06/2015 21:34:55

Elenco degli ortaggi che si possono mettere a dimora nel nostro orto, l'immissione degli ortaggi sarà inserito per gradi.

Aglio:Esposizione sud,sensibile ai ristagni idrici, ciclo autunno-estivo, segue bene in consociazione spinaci,cavoli e patate.L'aglio non va piantato vicino fagioli,piselli,taccole. Mentre risulta vantagiosa l'associazione con pomodori,fragole,cetrioli,prezzemolo.Per motivi fitosanitari é opportuno far trascorrere almeno 4-5 anni nel porlo nello stesso punto dell'appezzamento.Semina con utilizzo dei bulbilli prendendo un spicchio periferico scegliendo i più grandi e più arcuati.25/30 bulbilli a mq.Tra le file 40cm.lungo la fila 10-12cm. piantare con l'apice verso l'alto a circa 7cm.di profondità
Epoca di impianto:
Aglio bianco da gennaio a marzo prefiribilmente il quinto giorno prima della luna piena e il seguente
Aglio rosa da ottobre a novembre. (Sarchiatura) tra marzo e maggio per eliminazione infestanti e rompere la crosta superficiale.Rincalzatura serve per rimuovere la terra intorno e ridurre il pericolo di marciumi. Asportazione fiori. Lo scapo fiorale va eliminato quando raggiunge l'altezza di circa un palmo.Si raccoglie quando le foglie sono secche. Si lascia asciugare sul terreno al sole e all'aria per qualche giorno nelle zone calde con terreni asciutti e notti secche, altrimenti solo le ore di sole.



Immagine Allegata: images5.jpg
 
ForumEA/E/images5.jpg



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Roero

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Inviato il: 20/06/2015 21:37:49

Se hai molto aglio tienilo per l'inverno, serve a fare la bagna cauda, dalle vostre parti non si usa.........ma non sapete quello che perdete.



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pluto1962

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Inviato il: 20/06/2015 21:48:44

CITAZIONE (Roero, 20/06/2015 21:37:49 ) Discussione.php?212749&1#MSG2

Se hai molto aglio tienilo per l'inverno, serve a fare la bagna cauda, dalle vostre parti non si usa.........ma non sapete quello che perdete.

Allora Roero spiegala sono curioso



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tgsimo_a

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Inviato il: 21/06/2015 00:08:11

CITAZIONE (Roero, 20/06/2015 21:48:44 ) Discussione.php?212749&1#MSG2

Se hai molto aglio tienilo per l'inverno, serve a fare la bagna cauda, dalle vostre parti non si usa.........ma non sapete quello che perdete.

....bona....
Magari d' estate tieni lontano anche le zanzare



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Roero

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Inviato il: 21/06/2015 00:17:10

Una volta era l'alimento dei poveri, poi è diventato il mangiare da ricchi, perché è molto salutare a parte il digerire l'aglio ed il giorno dopo non uscire di casa perché la gente ti evita per il gran puzzo d'aglio che si emana non solo dall'alito ma anche dai pori della pelle; da noi si fa in casa e nei ristoranti la fanno solo quelli che adottano la cucina piemontese e fanno pagare molto salata una cosa che costa relativamente poco in tutti i sensi.
La preparazione è semplicissima e molto veloce:
Ingredienti


•200 gr di acciughe sotto sale
•6 spicchi di aglio
•4 dl di olio d’oliva
•100 gr di burro

Preparazione


1
Dissalate le acciughe eliminando le lische e le code, successivamente lavatele sotto l’acqua corrente per eliminare i residui. Pelate l’aglio e affettatelo in maniera sottile, ponetelo quindi in una pentola di terracotta, versateci metà dell’olio e il burro.

2
Mettete la casseruola su fuoco molto docile e, continuando a mescolare con un cucchiaio di legno, fate rosolare l’aglio, è fondamentale durante questo passaggio riuscire a non farlo colorare.

3
Non appena l’aglio si sarà sciolto e avrete ottenuto una cremina, unitevi le acciughe pulite e il resto dell’olio. Continuate a cuocere, sempre a fuoco molto lento e mescolando, fino a che anche le acciughe non si saranno sciolte.

4
Per ottenere un ottimo risultato è importante non fare sfrigolare l’olio e non farlo fumare: gli ingredienti della bagna cauda devono fondersi non friggere.

5
Non appena tutti gli elementi si saranno sciolti, la crema è pronta. Se scegliete di servirla con le verdure, versatela nei caratteristici fornelletti con il lumino per tenerla calda.

Si mette poi la bagna cauda bollente dentro a delle ciotole di terracotta, che sotto hanno un vano per infilarci un lumino di cera acceso per mantenerla bollente.

Esempi di verdure ce possono essere servite con questa salsa sono:


- Il tradizionale cardo
- le patate lesse
- le cipolle cotte
- i toupinambour (ciapinabeau)
- il sedano
- il peperone di Carmagnola
- il Porro di Cervere
- le rape rosse cotte in forno
- l'insalata trevisana, quella bianca e rossa
- ed altri tipi d'insalata di stagione


http://www.energialternativa.info/public/newforum/ForumEA/E/untitled_3.jpg

Qui occorre un po’ di storia perché la bagna caöda non è un piatto qualunque, (è un po’ il corrispettivo della pizza margherita in Campania, o il risotto con l’ossobuco in Lombardia, tanto per dirne due, per intenderci) bensì fa parte della cultura piemontese, risale al lontano Medio Evo. E’ un piatto originariamente povero, costituito da ciò che si aveva in dispensa, ma altamente calorico, come tutte le pietanza dell’epoca e di un epoca anche più recente, ad esempio penso alle guerre, in periodi di carestia, per ragioni che tutti sappiamo e non sto qui a declamare. Ovviamente la nostra regione non è bagnata dal mare, indi per cui le acciughe provenivano dai nostri vicini liguri, così come per l’olio, ed in cambio, per baratto, noi consegnavamo loro i nostri prodotti, ad esempio grano, cereali e formaggio dei margari abitanti sulle nostre montagne.

La classica bagna è un piatto conviviale, da fare quando si è a tavola con amici e parenti.

La pietanza, (piatto unico) va collocata al centro della tavola nel tegame di terracotta e posto sopra un apposito fornello acceso, nel quale si intingono le verdure lesse e crude. I commensali si stringono attorno alla tavola ed al fujot (così si chiama il tegame). Anche se negli ultimi anni, vuoi per praticità, vuoi perché si è diventati schizzinosi, si usano i fujotini, ossia piccoli tegamini sempre di terracotta, bucati sotto, dove si inserisce una candela per mantenere la temperatura della salsa, che deve essere piuttosto alta.



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Roero

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Inviato il: 21/06/2015 00:34:20

Questo da Wikipedia:
Più che un piatto, è un rito conviviale che prevede la condivisione del cibo in forma collettiva da parte dei commensali, che lo attingono tutti insieme da un unico recipiente somministratore (in lingua piemontese diàn o fojòt).

Per tradizione è un piatto tipico del periodo della vendemmia, quindi da consumare prevalentemente in autunno ed in inverno: una delle leggende sulla sua nascita vuole proprio che venisse preparato per ricompensare i vendemmiatori del lavoro prestato. La bagna cauda è una preparazione a base di aglio, olio extravergine d'oliva ed acciughe dissalate, il tutto ridotto a salsa mediante una paziente cottura . Volendo si possono aggiungere agli ingredienti anche burro, panna da cucina, latte e noci tritate.

La bagna càuda tradizionale viene portata in tavola nel suo tegame di cottura chiamato "dian", rigorosamente in terracotta, e mantenuto alla giusta temperatura mediante uno scaldino di coccio riempito di braci vive, chiamato s-cionfetta . Oggi sono diventati di uso comune appositi contenitori in terracotta (fojòt) costituiti da una ciotola a cui è sottoposto un fornellino per mantenere calda la salsa. Si consuma intingendovi vari tipi di verdure di stagione solitamente divise tra crude e cotte (specialmente cardi, cipolle cotte al forno, peperoni crudi o cotti, foglie di cavolo crude, cavolfiore, topinambur, barbabietole, patate cotte a vapore, rapanelli, rape e tante altre).

Un tempo si usavano solo cardi gobbi, tipici di Nizza Monferrato, i topinambur[1] ed i peperoni conservati nella raspa (ciò che rimaneva del procedimento di vinificazione del grappolo d'uva) .

La bagna càuda può essere accompagnata da un vino rosso corposo (se vogliamo rimanere nel tipico ambiente langarolo, possiamo usare la Barbera, il Nebbiolo, il Barbaresco, o il Dolcetto, quest'ultimo particolarmente utilizzato nei pasti quotidiani dell'Albese).

Informazioni storiche

La ricetta è tipica del basso Piemonte, in quanto nei secoli passati era assai facile procurarsi, in questa zona, l'ingrediente fondamentale, cioè l'acciuga salata, usata tuttora in molte ricette tipiche piemontesi, soprattutto tra gli antipasti (ad esempio le anciove al bagnèt verd o al bagnèt ross). L'antico Piemonte si approvvigionava presso le saline della Provenza e delle foci del Rodano, attraverso una serie di rotte commerciali attraversanti i passi delle Alpi Marittime e note come "vie del sale" (all'epoca Nizza e dintorni erano infatti dominio sabaudo). La leggenda vuole che il commercio delle acciughe salate fosse un modo per commerciare il sale evitando di pagarne gli elevati dazi: mastelli pieni di sale presentavano, al controllo dei gabellieri, nella parte superiore, uno strato di acciughe salate. In realtà in tutto il Piemonte d'antico regime la gabella del sale era una tassa obbligatoria e non legata al consumo. Non solo, le acciughe sotto sale erano molto più costose, ed il loro prezzo era sostenibile solo in relazione alle modeste quantità di acquisto. L' "anciuaire" o "acciugaio" era il commerciante ambulante che con il tipico carro trainato da cavalli o buoi portava le acciughe in barili e botticelle di legno.

La bagna càuda venne a lungo rifiutata dalle classi più abbienti le quali la consideravano un cibo rozzo e inadatto ad una alimentazione raffinata, in particolare per la presenza dell'aglio. Per questo le notizie scritte su questo piatto sono piuttosto rare nei testi gastronomici piemontesi. Una prima descrizione dettagliata della bagna càuda nella sua versione attuale si deve a Roberto Sacchetti e risale al 1875.

Molti sostengono che la vera ricetta della bagna càuda dovrebbe contemplare l'utilizzo dell'olio di noci e non dell'olio di oliva. Questo perché le coltivazioni di ulivo sono liguri e non piemontesi. In realtà nel Piemonte meridionale fino a buona parte del XVIII secolo esisteva una produzione di olio d'oliva ampiamente documentata (ne resta traccia in alcuni toponimi come il comune di Olivola nell'alessandrino o di San Marzano Oliveto in Astesana ) e sufficiente al fabbisogno locale, comunque integrato dal commercio con Nizza e con la Riviera di Ponente della Liguria, aree sottoposte al dominio Sabaudo e tradizionalmente fornitrici di tali ingredienti fin dai tempi dell'Impero Romano. È pertanto ragionevole assumere come pertinente l'uso dell'olio di oliva nella bagna càuda. Secondo alcuni la ricetta tradizionale prevedeva una variante più "rustica e povera" con strutto come frazione grassa.[senza fonte]


Esiste una "ricetta canonica", depositata presso un notaio a Costigliole d'Asti nel 2005 dalla delegazione di Asti dell'Accademia italiana della cucina, che prevede l'utilizzo esclusivamente di una testa d'aglio a persona, mezzo bicchiere d'olio d'oliva extravergine a persona, 50 gr. a persona di acciughe rosse di Spagna, eventuale pezzetto di burro da aggiungere a fine cottura.

Varianti

Una variante recente ma molto diffusa consiste nel precuocere l'aglio nel latte al fine di rendere la salsa più cremosa e ridurne il forte sentore. Nell'alimentazione contadina del Piemonte la bagna càuda era spesso abbinata alla polenta (a volte fritta o arrostita al forno), oppure usata altrettanto frequentemente per insaporire insalate di verdure crude o cotte, o per condire alcuni tipi di pasta asciutta nei giorni di regime quaresimale.

Un altro possibile abbinamento è quello con le uova, che vengono fritte, dopo eventualmente averle strapazzate[2], nell'olio residuo che resta in fondo al fojòt verso la fine del pasto.

Diffusione

Fiesta Nacional de la Bagna Cauda (Calchín Oeste, Argentina).
La bagna càuda è molto popolare anche in Argentina col nome di bañacauda, diffusa dai molti piemontesi emigrati in Sud America. Nella località di Calchin Oeste nella provincia di Cordoba si svolge una Fiesta nacional de la Bagna cauda.

Bagna cauda day

Promossa dall'associazione astigiani il Bagna cauda day (BCD) è una festa che si svolge durante un intero week end autunnale dove si può gustare la bagna cauda servita in 80 cantine, osterie e vinerie di Asti, Monferrato, Langa, Roero ma anche in altri locali nel mondo.



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Roero

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Inviato il: 21/06/2015 00:39:48

CITAZIONE (tgsimo_a, 21/06/2015 00:34:20 ) Discussione.php?212749&1#MSG4

CITAZIONE (Roero, 20/06/2015 21:48:44 ) Discussione.php?212749&1#MSG2
Se hai molto aglio tienilo per l'inverno, serve a fare la bagna cauda, dalle vostre parti non si usa.........ma non sapete quello che perdete.

....bona....
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Come fai a dire che è bona.........la conosci o l'hai assaggiata, per noi è un rito, non si mangia mai da soli, ma sempre in molti, ci riuniamo 3-4 volte tra metà ottobre e fine gennaio, e non siamo mai meno di una ventina, si beve solo Roero o Nebbiolo.



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Inviato il: 21/06/2015 08:26:12

per l'alito si puo provare con l'aglio nero

L'aglio nero viene prodotto lasciando fermentare i bulbi di aglio fresco in un ambiente ad umidità e temperatura controllate per 30 giorni,non ha odore e ha un sapore molto più dolce rispetto all'aglio comune,più 45 giorni di ossidazione. La lavorazione é nata in Corea.LINK



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Inviato il: 21/06/2015 10:51:22

CITAZIONE (Roero, 21/06/2015 08:26:12 ) Discussione.php?212749&1#MSG7

CITAZIONE (tgsimo_a, 21/06/2015 00:34:20 ) Discussione.php?212749&1#MSG4
CITAZIONE (Roero, 20/06/2015 21:48:44 ) Discussione.php?212749&1#MSG2
Se hai molto aglio tienilo per l'inverno, serve a fare la bagna cauda, dalle vostre parti non si usa.........ma non sapete quello che perdete.

....bona....
Magari d' estate tieni lontano anche le zanzare


Come fai a dire che è bona.........la conosci o l'hai assaggiata, per noi è un rito, non si mangia mai da soli, ma sempre in molti, ci riuniamo 3-4 volte tra metà ottobre e fine gennaio, e non siamo mai meno di una ventina, si beve solo Roero o Nebbiolo.

La mia "donna" è torinese... e mio suocero è originario del Monferrato... bazzico entrambe le zone durante l'anno...
Una variante del suocero per la bagna cauda, è l'aggiunta dell'albese (carne) sottile un paio di millimetri... 2 minuti a bagno ed è praticamente cotta...
Precisazione e un po' di campanilismo: non è l'insalata trevigiana... ma il radicchio trevigiano.



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Inviato il: 21/06/2015 11:53:59

Anguria: ortaggio tipico delle zone temperate calde,non eccessivamente umide.Di grande importanza é l'assenza di precipitazioni durante la fase di maturazione dei frutti.Richiede terreni ph tra 5,4 e 6,5.Lavorazione del terreno in profondita 30/40cm.Pianta a grande esigenza nutritiva richiede da 3/5q di letame o composto ogni 100mq, interrato in superficie prima della preparazione del letto della semina.Non si può ricoltivare l'anguria nello stesso posto prima di tre anni.si consocia bene con piselli,cipolle,carote,spinaci ravanelli lattuga e pomodoro.Semina in buchette di 8/12 cm e 3/4cm profondità.
Distanza di impianto da 150/250 cm tra file, a 100/200cm sulla fila.Per ogni buchetta si pongono 4/5 semi prof.3cm circa. Semina a fine marzo/aprile raccolta metà luglio e si raccoglie fino a fine agosto. Si
può anticipare di un mese la semina fine febbraio sotto tunnel, raccolta verso metà giugno.Qui la pacciamatura aiuta molto.Si devono effettuare dei diradamenti se i semi hanno preso tutti nella buchetta, si riduce a 2 piantine con due foglie e poi con 4/5 foglie se ne lascia una.Per avere più frutti é utile cimare il tralcio principale dopo la terza e la quarta foglia.Non si lasciano in media più di quattro frutti per pianta, Si lasciano quelli più vicini al colletto della pianta.Per capire se il frutto é pronto, deve essere secco il viticcio del peduncolo e emettere un suono sordo se percosso con le dita.



Immagine Allegata: Anguria.jpg
 
ForumEA/E/Anguria.jpg



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Inviato il: 21/06/2015 13:40:32

Asparago:pianta rustica che si adatta bene a tutti i climi essendo resistente sia al freddo sia alle temperature più elevate.Migliori risultati si evidenziano nelle zone a clima temperato dove si ha un
precoce caldo primaverile.Predilige terreni sciolti, sabbiosi,ricchi di calcio,ben drenati. ph ottimale terreno tra 6 e 7.L'asparago é un ortaggio poco esigente. Si può usare anche la cenere che é ricca di
calcio ma va interrata nei terreni poveri.Una volta esaurita l'asparagiaia é bene attendere almeno 7/8 anni prima di ripiantare l'asparago nello stesso posto.E'preferibile la coltivazione del porro l'anno prima di impiantare l'asparagiaia e mai patata bietola.Consociazione con lattuga,cetriolo,insalata da taglio,prezzemolo e pomodoro.L'asparago può essere bianco, verde o semi bianco. Messa a dimora da febbraio a aprile in fosse prof.15/25cm e larghe da 45/70.Vanno sarchiati in primavera prima della comparsa dei turioni per ridurre le infestanti e l'evaporazione dell'acqua da terreno.I turioni vanno raccolti per non indebolire l'asparagiaia il terzo anno e si ha un ottima produzione fino al dodicesimo massimo quindicesimo anno.Concimazione 3q.di composto o letame ogni 100mq.



Immagine Allegata: asparagi.jpg
 
ForumEA/E/asparagi.jpg



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Inviato il: 21/06/2015 14:48:30

Bietola da coste: Da buoni risultati su qualsiasi tipo di terreno ,ph ottimale tra 7 e 7,5.Concimazione letame o composto 3q ogni 100/mq. Attenzione con concimi azotati la bietola presenta tendenza a assorbire l'accumulo di nitrati .Avvicendamenti e consociazioni con carota,cipolla,lattuga e cavoli.
Semina da marzo ad agosto o in pieno campo o in buche distanziate 20/25 cm nella fila e 40cm tra le file da 3/5g di seme/mq diradare se occorre dopo che hanno formato la 4/5 foglia e si trapiantano quando sono alte dai 13/15 cm. Per facilitare la ripresa si cimano le foglie.



Immagine Allegata: IMG_0217.jpg
 
ForumEA/E/IMG_0217.jpg



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Inviato il: 21/06/2015 14:51:35

La mia "donna" è torinese... e mio suocero è originario del Monferrato... bazzico entrambe le zone durante l'anno...
Una variante del suocero per la bagna cauda, è l'aggiunta dell'albese (carne) sottile un paio di millimetri... 2 minuti a bagno ed è praticamente cotta...
Precisazione e un po
' di campanilismo: non è l'insalata trevigiana... ma il radicchio trevigiano.[/quote]

Sulla trevigiana e su tutte le insalate parlo sempre per sentito dire, sono negato, a partire da mia figlia e genero sono tutti verdurieri di professione, io sono l'unico che non vuole saperne....la terra è bassa.
Per il resto da quel che dici, quando sarai in zona non puoi esimerti dal farmi una telefonata, come minimo t'invito a pranzo, ti vengo a prendere io.
Avvertimi sul forum prima, che poi ti lascio il tel.
Pensa che a 5 km da me siamo al confine con Asti, pertanto non sono distante dal Monferrato.
Infine, sulla bagna cauda ci sono mille varianti, addirittura la consuocera la fa con i ciapinabeau (topinambur).



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Inviato il: 21/06/2015 14:55:10

Bietola da radice: si associa bene con sedano,cipolla,lattuga e cavoli. Semina da febbraio a maggio anche in autunno nel meridione semi interrati 2/4 cm di profondità in buche distanza 15/25 sulla fila e
30/35 tra le file per 100mq occorrono 15/20 g di seme. Le prime radici sono pronte dopo 70/150g dalla semina.



Immagine Allegata: barbabietole.jpg
 
ForumEA/E/barbabietole.jpg



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