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Energia Alternativa ed Energia Fai Da Te > Accumulatori

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Nuove sperimentazioni su celle da 2 Volt, Celle Plantè
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qqcreafis

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Inviato il: 10/07/2019 20:46:16

ita mi potresti descrivere in dettaglio quale è il problema che si manifesta sulle negative (scusa la ripetizione , ma mi serveper ripensare alla questione)



Modificato da qqcreafis - 11/07/2019, 15:29:40


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Al peggio non esiste limite

 

ITA815

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Inviato il: 12/07/2019 21:47:43

A questo punto non so più classificare le varie problematiche sia delle positive che delle negative.
Questo perchè ad ogni variazione di densità dell' acido le piastre di entrambe le tipologie, cioè sia negative che positive, cambiano "atteggiamento".

Resta il fatto che al momento ho 2 celle con capacità simili, ma con densità diverse, che non procedono più con la formazione ... e arrivano a mala pena a 4 ore di accumulo, con un carico C5 calcolato sui 7 mAh/cm^2, con tensione di fine carica equalizzata.
Potrei recuperare la capacità portandola come minimo a 1100 ... questo porterebbe le celle ad un C3 calcolato sui 7 mAh/cm^2.
Ma questo non è possibile mantenerlo nel tempo perché quando poi si cicla la cella come se fosse sotto fotovoltaico la cella non riesce più a raggiunge la tensione massima di carica ... anche se si lascia in carica ed in elettrolisi per 16 ore filate.
Mi serve ancora del tempo per recuperare tutte le informazioni per darti una risposta esaudiente e stabile su cui tu puoi trarre qualche conclusione in merito al problema.
Al momento è presto per dare una qualsiasi spiegazione.

 

emuland
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Inviato il: 14/07/2019 11:56:25

ita, da molto poco informato sul piombo mi viene però un idea pratica. perché non metti una cella in ciclo automatico per 300/600 cicli la batteria test per provarne la durata?

al massimo puoi sempre aumentare il numero di batterie.

sono comunque dell' idea che elementi da 2v siano più facili da sostituire in caso di fault.



Modificato da emuland - 14/07/2019, 12:36:42
 

ITA815

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Inviato il: 14/07/2019 18:02:02

Il test di durata è quello che voglio fare ... ma al momento sono fermo sul test del raggiungimento della tensione massima di carica.
In pratica i 2 test vanno pari passo perchè per fare il mio test devo eseguire cicli che simulano il fotovoltaico ... e come minimo ne dovrò fare almeno 100 di cicli.

Al momento ho dovuto fare una modifica.
Sulla cella con piastre forate ho dovuto alzare la densità dell' acido ... questo perchè la cella, in fase di carica, non gli fa molta differenza la densità di acido per quello che riguarda la tensione di inizio carica ... mentre ne fa parecchia di differenza sia ad inizio scarica che a fine scarica.
Visto che la tensione di inizio carica era, da subito, più alta della tensione massima di carica ho dovuto aumentare la densità dell' acido.
Per cui da una configurazione di un pacco celle con 15 elementi sono passato ad un pacco celle con 14 elementi.
Con la configurazione a 15 celle avevo una tensione di inizio carica, con una corrente di carica pari a C5, a 1,96 volt mentre la tensione massima di carica era di 1,94 volt.
E' chiaro che non poteva funzionare.
Dopo aver innalzato la densità dell' acido, portando il pacco celle a 14 elementi, la tensione di inizio carica è passata da 1,96 volt a 1,89 volt e la tensione massima di carica si sposta da 1,94 volt a 2,08 volt.
Naturalmente è anche aumentata la capacità della cella con tensione di fine carica equalizzata portandosi quasi ad un C5 calcolato sui 7 mAh/cm^2.

Ora entrambe le celle hanno la stessa configurazione.
Entrambe stanno ciclando in simulazione fotovoltaico ... vediamo più avanti che salta fuori.

 

ITA815

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Inviato il: 14/07/2019 18:36:04

Altra differenza non indifferente è il tempo di ricarica.

Entrambe le celle caricano con una corrente di carica C5.

La cella con le piastre piene ha bisogno di 10 ore di carica per raggiungere i 2,08 volt.
La cella con le piastre forate arriva regolarmente a 2,08 volt in 5 ore.

Ora qui devo studiare sia la struttura delle piastre di entrambe le celle e il loro assemblaggio ... questo perché hanno lo stesso numero di piastre e di base lo stesso assemblaggio ... ma si differenziano in 2 cose.

1) Le piastre piene hanno la barra potenziale su ogni piastra ... le piastre forate no.
2) Le piastre piene hanno la rete plastificata che funge da separatori ... le piaste forate non hanno nulla che le separi ... sono totalmente libere.

Vi è però, all' interno alla cella delle piastre forate, una serie di piastre in piombo sul fondo della cella per alzare le piastre forate in quanto non sarei riuscito ad imbullonare i perni senza questo rialzo.
Quindi sul fondo della cella, delle piaste forate, ci sono 4 piastre in piombo pieno che fanno da rialzo ... poi vi è un' altro rialzo in plastica alto 3 centimetri per far depositare gli ossidi che cadono dalle piastre e infine le piastre forate.

Nella cella con le piastre piene vi è solo il rialzo in plastica con altezza di 3 centimetri.

Non penso che dovrebbe essere un problema ... anche qui vediamo che succede più avanti.
Resta il fatto che se tra 2 cicli completi la cella con le piastre piene ha bisogno sempre di 10 ore per poter arrivare alla massima tensione di carica con una corrente di carica C5 allora sostituirò le piastre piene con altre piastre piene ma senza barra potenziale e saranno sempre 4 positive e 5 negative e avranno la stessa misura delle piastre forate.
Anche in questo caso dovrò mettere un rialzo in plastica più alto per fare fuoruscire i perni dalla cella e lascio la rete plastificata come separatori.

Se anche in questo caso servono sempre 10 ore di carica con una corrente di carica C5 allora toglierò la rete plastificata.

E se anche in questo caso servono sempre 10 ore per ricaricare la cella allora copierò l' assemblaggio, in tutto e per tutto, della cella con le piastre forate.
A questo punto ci sarà solo una differenza ... una cella ha le piastre forate e l' altra ha le stesse piastre senza fori ... poi vediamo che succede.

 
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