| capi32
| Inviato il: 21/05/2017 21:15:49
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Non capisco
Ho appena testato
il software non calcola 7 (mAh/cm^2)
7 è un valore che si scrive
questo calcolo software solo la superficie e la capacità totale
--------------- cugino della Francia Inverter MPPsolar MPI 5.5Kw, 6480W pannelli, 4x100A PbCa e presto anche le batterie Planté ...
| | | | ITA815
| Inviato il: 21/05/2017 22:41:14
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CITAZIONE (capi32, 21/05/2017 21:15:49 ) 
Non capisco
Ho appena testato
il software non calcola 7 (mAh/cm^2)
7 è un valore che si scrive
questo calcolo software solo la superficie e la capacità totale
Esatto.
In generale quando si arriva a 7 mAh/cm^2 si intende che la cella è formata.
Dato che la mia cella è in scala 1:100 questo vuol dire che se la mia cella fosse stata una 200 Ah io avrei raggiunto questi 200 Ah con un carico C10.
Il 7 è un valore che si scrive perché se vai oltre a questa capacità puoi ricalcolare gli Ah per cm^2.
Exact.
En général quand on arrive aux 7 mAh/cm^2 on entend que la cellule est formée.
Étant donné que ma cellule est en escalier 1:100 celui-ci il veut dire que si ma cellule avait été une 200 Ah j'aurais atteint ceux-ci 200 Ah avec une charge C10.
Le 7 est une valeur qu'on écrit parce que si tu vas à cette capacité au-delà tu peux lui calculer de nouveau Ah pour cm^2. | | | | capi32
| Inviato il: 22/05/2017 00:00:43
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la barriera della lingua è un grosso problema per me
questo è quello che ho capito dal cella 1
cella 1 = 3.23 dcm2
peso cell = 524g
tempo di scarica = 10 ora 30
regime scarico = 1.5 A
calcolo:
la capacità della cella > C10,5 = 10,5x1,5 = 15,75 Ah
Capacità superficie > C10,5 = 15,75 / 3,23 = 4,87Ah/dcm2
stima per 200Ah c10 > 200 / 4,87 = 41 dcm2 (piastre +)
stimare peso per 2v200Ah > 2 x 0,524 x (41/3.23) = 13,3 kg
correggetemi
--------------- cugino della Francia Inverter MPPsolar MPI 5.5Kw, 6480W pannelli, 4x100A PbCa e presto anche le batterie Planté ...
| | | | ITA815
| Inviato il: 22/05/2017 00:17:57
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Formazione cella 1.
Ho raggiunto i fatidici 2 Ah della mia piastra calcolando i 7 mAh/cm^2 entro una tensione di fine carica a 2,47 volt.
Sino a qui ho raggiunto un obbiettivo mai raggiunto prima.
Ma come ci sono arrivato ?
Ci sono arrivato con una corrente di fine carica che si attesta sui 1,6 Ampere.
Dal momento che la cella è in scala 1:100 equivale ad una corrente di carica pari a 160 Ampere ... improponibile su celle da 200 Ah.
Come sapete il problema che devo risolvere è ricaricare la cella con un fattore C10 portandola a 2,43 volt.
Attualmente ho fatto arrivare la cella a 2,43 volt con 1,6 A di corrente di carica per accelerare la ricarica ... poi ho abbassato la corrente di carica portandola a 220 mA.
La tensione è scesa da 2,43 volt a 2,22 volt ... sarebbe una tensione di stazionamento.
Questo però vorrebbe dire che se parto subito con una corrente di carica da 200 mA mi ci vogliono 10 ore per ricaricarla sino ad un massimo di 2,22 volt.
Tecnicamente è carica e stazionando tutta notte in UPS su quella tensione avrebbe parecchie ore di consolidamento ... ma di certo non raggiungerebbe mai i 2,43 volt di fine carica.
Fine prima parte del messaggio. | | | | ITA815
| Inviato il: 22/05/2017 00:18:32
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Seconda parte del messaggio.
Altro problema è che con il fotovoltaico non hai 10 ore di carica con un impianto da 1 KW/p ... e neanche con un impianto da 3 KW/p a 48 volt ... avendo già un carico da 500 watt di media sull' inverter con le utenze collegate come frigo, freezer, computer, tv, ecc. in realtà io riesco ad accumulare sulle celle circa 15 Ah per 6 ore che vanno dalle 9 di mattina sino alle 15 del pomeriggio ... d' estate avrei 8 ore a disposizione per la ricarica e d' inverno circa 4 ore.
Con questi dati se non uso assieme ai pannelli fotovoltaici anche il caricatore interno dell' inverter non riuscirei a ricaricare le celle sino a 2,22 volt.
Questo problema è tutt' ora presente anche con le batterie commerciali che sebbene riescono a raggiungere i 2,43 volt per cella se le mando a zero, e non uso il caricatore interno dell' inverter, quando arrivo a alle 15 del pomeriggio non sono cariche.
Tutto questo discorso serve solo a far capire che con un impianto fotovoltaico da 1 KW/p puoi solo risparmiare energia solo di giorno ... per accumulare e risparmiare energia anche di notte servono impianti da 3 KW/p con un pacco batterie non inferiore ai 400 Ah ... ma ti fermi sempre a 2,22 volt o poco più.
Ora io lascio tutta notte la cella 1 con una corrente di carica di 220 mA e vedo domani mattina dove è arrivata come tensione.
La cosa più logica da fare, se non si trova una soluzione a questo problema, è quella di formare la piastra positiva con una corrente di carica già a 200 mA senza modificare mai questo valore nei cicli di formazione e quando vedi che non si riesce più ad arrivare già a 2,44 volt fermare la formazione aumentando la densità a 1200 ... controllare che l' accumulo e la tensione rimanga stabile e calcolare a quanti Ah è arrivata la cella ... a questo punto calcoli quante piastre positive ti servono per arrivare a 200 Ah ... sempre che l' obbiettivo sia quello di costruire celle da 200 Ah.
Solo in questo modo puoi raggiungere la tensione di fine carica pari a 2,43 volt con 1 KW/p di impianto fotovoltaico ... sempre che sia necessario dover arrivare a 2,43 volt.
Questo è quello che ho visto in questo anno e mezzo di test.
Fine messaggio.
Modificato da ITA815 - 22/05/2017, 00:45:30
| | | | ITA815
| Inviato il: 22/05/2017 01:06:54
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Aggiornamento cella 1.
Mentre scrivevo il messaggio precedente la cella era risalita a 2,26 volt ma la corrente di carica era scesa da 220 mA a 100 mA ... ora ho corretto la corrente di carica e ora staziona a 2,30 volt con una corrente di carica a 250 mA.
Tecnicamente durante la notte la corrente di carica dovrebbe scendere ancora.
Domani mattina controllo dove è arrivata la tensione della cella e controllo l' amperaggio di carica ... se è ancora sceso di molto riporto la corrente di carica a 200 mA o giù di li poi proseguo la ricarica.
In questo modo possiamo vedere dove si riesce ad arrivare come tensione con una carica C10. | | | | ITA815
| Inviato il: 22/05/2017 08:00:04
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Aggiornamento celle.
Cella 1.
Con una corrente di carica di 250 mA durata tutta notte la tensione della cella è arrivata a 2,33 volt.
Ora lo messa in scarica e vediamo dove arriva con l' accumulo.
Cella ibrida.
Ieri sera ho invertito la polarità e da questa mattina inizia il primo ciclo di scarica.
Cella lamellare.
Anche a questa cella ho invertito la polarità e da questa mattina inizia il primo ciclo di scarica.
Questa cella verrà caricata con una corrente di carica fissa non superiore ai 250 mA da adesso e per tutto il ciclo di formazione. | | | | Newton
| Inviato il: 22/05/2017 09:30:33
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Ciao a tutti, tanto per capire se la corrente di fine carica che rimane molto alta nelle celle di ITA è dovuta al suo metodo di rapida formazione, ho preparatp una cella fatta molto semplicemente con 6 positie +6 negative lisce dimensione 120X155mm distanziate 3 mm. Ho usato lamiera di piombo per coperture dei tetti da 0.35mm di spessore .....è quello che avevo a disposizione. Veramente molto diffcili da posizionare perchè è come un foglio di carta, ma in compenso pesa e costa veramente poco e inoltre permette di inserire più piastre.
Più avanti comunicherò i dati e preparerò una tabella con un grafico.
Immagine Allegata: P1020791.JPG | | | | Newton
| Inviato il: 22/05/2017 09:31:26
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6+6 lisce
Immagine Allegata: P1020792.JPG | | | | ITA815
| Inviato il: 22/05/2017 13:05:22
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Mai concepita una cella in questo modo.
Vedo che la carcassa di una batteria che ti ho portato ti è venuta comoda. | | | | Newton
| Inviato il: 22/05/2017 17:25:07
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Ciao ITA, si mi è venuta comoda la tua carcassa e se funzionasse bene forse tagliando un separatore si può aumentare lo spazio e di conseguenza il numero di piastre e il loro spessore. Se si fanno dei distanziatori in plastica ben studiati forse è possibile contenere eventuali curvature delle piastre. La costruzione sarebbe piuttosto semplice. Resta il problema di unire le varie piastre elettricamente ma.......mi farò venire un'idea! | | | | ITA815
| Inviato il: 22/05/2017 18:52:22
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Terminata la scarica della cella 1.
Tempo di accumulo pari a 10 ore e 36 minuti con il carico da 210 mA.
Ora la ricarico con i 200 mA ... vediamo dove arriva.
La lamellare dopo la inversione di polarità fatica ad andare avanti con 200 mA di carica.
Dopo 8 ore di carica sta a 2,15 volt.
Ho provato dopo 4 ore di carica a scaricarla ... l' avevo mandata a 2,10 volt ma l' accumulo era solo di 15 minuti.
Ora la lascio in carica sino a domani mattina e poi vediamo come si comporta.
La cella ibrida invece prosegue con la sua solita corrente di carica che si aggira su 1,5 ampere. | | | | ITA815
| Inviato il: 24/05/2017 09:49:32
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Questa mattina mi sono messo all' opera sulla cella lamellare.
Ho avviato un nuovo sistema di formazione.
Solo che ora gli devo prendere le "misure".
Se funziona porto la cella lamellare alle stelle ... si spera.
A parte il fatto che appena ho tolto la positiva carica dalla cella con i fili collegati e il carico collegato ho sentito una puzza di bruciato come se avessi bruciato un cavo elettrico o un circuito elettronico ... solo che non si è cotto nulla ... la prossima volta sposto le piastre senza carico collegato.
il nuovo tipo di formazione consiste in questo.
Dal momento che ho già visto parecchie volte l' accumulo incrementarsi notevolmente ad ogni cambio di densità, specialmente quando da densità alta si passa a densità bassa, ho preparato 2 celle adiacenti di una batteria auto con soluzioni liquide a densità differenti.
In una cella vi è una soluzione liquida inferiore a 1100 e nell' altra cella ho messo una soluzione liquida che si attesta sui 1250.
Attualmente la mia idea sarebbe di caricare le piastre nella soluzione a 1100 e scaricarle dentro a una soluzione a 1250.
Però da quello che si è visto sino ad ora gli incrementi si sono realizzati quando ciclavo la cella con densità a 1250 ... dopo che vedevo che non incrementava più abbassavo la densità e la cella aumentava di accumulo ciclandola con soluzione acida bassa.
Per cui ora devo vedere quale è il sistema migliore ... o caricare da una parte e scaricare dall' altra oppure ciclare da una parte sino a quando si blocca e spostare le piastre dall' altra parte e ciclare sino a quando si blocca un' altra volta.
Poi devo anche vedere dove fare le inversioni di polarità ... attualmente la inversione di polarità che mi ha dato più risultati, in concomitanza con il cambio di soluzione acida, è stato quando da una cella con soluzione a 1200 ho fatto l' abbassamento della densità e nello stesso tempo la inversione di polarità ... l' incremento di accumulo è stato in soli 6 cicli di quasi 5 ore con il carico da 150 mA portandomi la cella da 1,5 Ah a oltre 2 Ah.
Per cui dovrò fare varie prove prima di trovare un sistema di formazione ottimale.
Ora, senza fare inversioni di polarità, farò dei cicli con una soluzione a 1250 ... se non noto aumento di accumulo sposto le piastre nella soluzione a 1100 e la farò ciclare in quella soluzione e vediamo se aumenta.
Per il resto è tutto da vedere. | | | | ITA815
| Inviato il: 24/05/2017 23:09:00
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Aggiornamento cella lamellare.
Ho fatto vari cicli di carica/scarica su questa cella.
i primi cicli li ho fatti sulla cella con densità 1250 e non vedendo niente di concreto ho iniziato a caricare con densità 1100 e scaricare con densità 1250.
Appena la cella arrivava a 2,50 volt spostavo le piastre nella cella con densità 1250 e le scaricavo.
Dal momento che vi è in mezzo anche l' inversione di polarità è difficile capire quale sia la mossa giusta da fare.
Negli ultimi 2 cicli vi è stato un incremento di accumulo di 10 minuti a ciclo.
Ora ha un accumulo di 1 ora e 50 minuti ... prima dell' inversione di polarità aveva un accumulo di quasi 5 ore.
Il problema sta che non resto in carica per il tempo che ci vuole per convertire la solfatazione.
Infatti ora ho guardato bene le positive, che poi sono le ex negative, e hanno una patina bianca con abbastanza spessore ... togliendo via la solfatazione sul bordo piastre le positive sono marroni per cui la conversione di base l' hanno fatta ... ora devo convertire la patina bianca che ricopre le positive.
Ho abbassato la corrente di carica e la tensione staziona sui 2,41 volt con una leggera elettrolisi ... penso che se sta in carica tutta notte con questa tensione faccio in tempo a convertire la solfatazione e le piastre positive dovrebbero diventare nere.
Una cosa è certa ... caricare le piastre a bassa densità e scaricarle ad alta densità crea una patina bianca sulle positive molto marcata rispetto ai cicli di carica/scarica con densità fissa.
Comunque ho invertito la polarità a tutte le celle.
La cella 1 stava sulle 10 ore di accumulo con un carico da 200 mA e la cella ibrida stava sulle 4 ore e mezza di accumulo con un carico da 100 mA.
Su queste 2 celle non ho modificato la densità dell' acido per cui sono sempre sui 1100 scarsi di densità.
La cella 1 ci ha messo parecchie ore a convertirsi mentre la ibrida pochissimo tempo.
Ora la cella 1 staziona sui 2,23 volt da 4 ore e la lascio così tutta notte mentre la ibrida sto provando a scaricarla per vedere dove arriva l' accumulo.
Ora la ibrida sta facendo la seconda scarica ... terminata questa scarica la lascio in carica tutta notte e domani dovrei vedere se l' accumulo tende a passare agevolmente le 4 ore o meno.
Modificato da ITA815 - 24/05/2017, 23:12:22
| | | | ITA815
| Inviato il: 25/05/2017 21:46:22
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Aggiornamento celle.
Penso di aver trovato il metodo migliore sul processo di formazione in generale delle celle Plantè.
Anticipo subito che i test eseguiti a bassa corrente di carica sono validi solo dopo la formazione.
Si riesce ad arrivare con una cella da 200 Ah con una carica C10 sino ad una tensione che si aggira sui 2,40 volt o 2,41 volt ma difficilmente si va oltre ... e servono tempi lunghi di ricarica.
Tornando alla formazione ... le correnti di carica aumentano man mano che la formazione va avanti ... e sino a qui non è una novità ... la novità sta che nella inversione di polarità fatta su una cella che ha raggiunto i 7 mAh/cm^2 (cella 1) i tempi di conversione delle piastre sono stratosferici ... dalla inversione di polarità precedente i tempi sono quadruplicati.
Ho iniziato da appena 2 ore la seconda scarica della cella 1 dopo una conversione che è durata quasi 24 ore dopo la prima scarica.
Anche la prima scarica, che generalmente dura pochi minuti dopo una inversione di polarità, è passata da 30 minuti e più di un' ora sulla cella 1.
Altra cosa che ho capito è il rapporto densità/tensione cella in fase di formazione.
Ho sempre regolato la densità della cella tenendola bassa per migliorare la formazione ma spesso e volentieri ho notato che non rispondeva mai allo stesso modo.
Per cui ho studiato meglio il fenomeno e mi sono accorto che la densità va regolata sulla tensione della cella nei vari tempi di formazione e non a caso come ho fatto sempre.
Vi è una correlazione stretta tra tensione e densità ... man mano che la formazione avanza, ad ogni ciclo di scarica, vedevo che la cella aumentava un pochino di tensione ... inizialmente pensavo che la densità dell' acido aumentava perché scendeva il livello della soluzione liquida ... in parte era vero ma altre volte la densità restava ferma e la cella aumentava lo stesso.
Mi ci sono volute queste tre celle che stanno lavorando contemporaneamente, ma con metodi e densità diversi, per capire dove stava la differenza.
Tirando le somme la formazione è parecchio complessa ... bisogna tenere conto di più parametri contemporaneamente.
Ora non sto a spiegare nei dettagli tutto quello che ho scoperto in questi 2 giorni ... farei un papiro ... ma ne farò una sintesi spiegando cosa sta succedendo alle 3 celle ... e non è detto che sia tutto oro colato ... dico solo che inizio ad avere delle risposte dalle celle piuttosto confortanti e stabili ... almeno all' apparenza e all' inizio di questo nuovo sistema di formazione.
Fine prima parte del messaggio. | |
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