| ITA815
| Inviato il: 25/05/2017 22:45:06
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Seconda parte del messaggio.
Come ho scritto prima ci sono più parametri da tenere presente in fase di formazione e si dividono in 2 gruppi:
Gruppo 1 - corrente di carica/densità acido/tensione fine carica.
Gruppo 2 - tensione stabilizzata inizio scarica/densità acido.
Attualmente il sistema che da più risultati è il seguente:
1) ricarica con alta densità di acido
2) scarica con bassa densità di acido
Nel primo caso devo ancora definire la tensione di fine carica che sia uguale per tutte le ricariche in quanto la positiva della cella lamellare fatica a diventare nera ... la tensione era da ore a 2,43 volt ma la positiva è ancora avvolta da uno strato di solfatazione per cui poco fa ho portato la tensione a 2,55 volt ... vediamo se riesce a trasformare la solfatazione ... nella ricarica precedente ha avuto bisogno di una tensione inferiore per far diventare la positiva nera.
Nel secondo caso invece è tutto definito.
Mi sono preposto una tensione di inizio scarica che si attesti tra gli 1,87 volt e gli 1,89 volt.
Qui però bisogna fare attenzione da quanto giorni o mesi è in formazione la cella in quanto più è il tempo che la cella è in formazione più lungo è il tempo che serve perché si stabilizzi su una tensione fissa ad inizio scarica.
Se la cella si stabilizza a 1,91 volt bisogna diminuire la densità dell' acido sino a quando la tensione rientri nei parametri sopra descritti.
Per fare questo ho usato 2 celle di una carcassa di batteria auto dove in una cella vi è una densità a 1250 e nell' altra vi è una densità inferiore a 1100 ... ma, se per la ricarica la densità rimane sempre quella o meglio ancora superiore ai 1250, per la scarica invece bisogna adattare la densità dell' acido alla tensione stabilizzata ad inizio scarica.
Chi non ha tempo di stare a controllare e a spostare le piastre da una cella e l' altra può fare quello che sto facendo alla cella 1.
Per chi parte con una cella nuova con piastre nuove mette in cella una soluzione liquida che stia sui 1100 o poco meno.
La cosa importante è che la positiva diventi nera ... non importa quante ore deve stare in carica ma deve diventare nera ... forse all' inizio non diventa nera ma diventa di un bel marrone molto scuro.
La tensione di carica deve stare tra i 2,55 volt e 2,60 volt e la corrente di carica non va guardata ... la cosa importante è la tensione.
una volta che la positiva è formata iniziate la prima scarica e poi la ricaricate sino a quando la positiva torna nera.
andate avanti così sino a quando la cella si blocca ... a questo punto si esegue la inversione di polarità.
Anche qui le ex negative diventano positive e devono diventare nere prima di riprendere il ciclo di scarica.
Fine seconda parte del messaggio.
Modificato da ITA815 - 25/05/2017, 22:56:24
| | | | ITA815
| Inviato il: 25/05/2017 22:50:13
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Terza parte del messaggio.
Una volta che si blocca la cella si torna ad invertire la polarità e la si riporta al massimo di accumulo ... quando si torna a bloccare si innalza gradualmente la densità dell' acido di 25 punti ad ogni blocco di cella.
Raggiunti i 1200 di densità e la cella non aumenta più si riporta subito la cella a 1100 di densità e nello stesso tempo si fa la inversione di polarità e ricomincia tutto da capo.
Con la cella 1 sto usando questa procedura e al momento sta dando buoni frutti.
Con la cella ibrida sto facendo il metodo classico di formazione che ho sempre fatto per vedere se noto delle differenze tra le piastre delle varie celle.
Questo è il tutto in sintesi.
I dettagli poi li metto solo quando avrò dei dati certi e reali.
Fine messaggio.
Modificato da ITA815 - 25/05/2017, 22:57:56
| | | | ITA815
| Inviato il: 26/05/2017 07:42:47
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Terminata la seconda scarica, dopo l' inversione di polarità e l' abbassamento della densità dell' acido a 1050, della cella 1.
Tempo di accumulo 8 ore e 40 minuti con il carico da 200 mA (C10).
Nel processo precedente, quando ho abbassato la densità dell' acido da 1200 a 1050 e ho invertito la polarità, i tempi di scarica erano i seguenti:
Scarica 1 - 30 minuti.
Scarica 2 - 01 ora e 35 minuti.
Scarica 3 - 09 ore e 45 minuti.
Scarica 4 - 12 ore e 45 minuti.
Scarica 5 - 14 ore e 07 minuti.
Scarica 6 - 14 ore e 30 minuti.
In questo processo invece i tempi sono questi:
Scarica 1 - 1 ora.
Scarica 2 - 08 ora e 40 minuti.
Nella prima scarica di entrambi i processi ho fatto le stesse ed identiche cose e ho avuto un incremento normale.
Nella seconda scarica invece ho adottato 2 metodi differenti ... nella seconda scarica del processo precedente ho ricaricato la cella arrivando sino a 2,47 volt e poi lo messa in scarico appena raggiunta tale tensione ... nel processo attuale non ho forzato la carica per portarla a 2,47 volt e ho mantenuto la corrente di carica del processo precedente e questo ha fatto si che la tensione massima raggiunta è stata di 2,38 volt ... ma la vera differenza è che ho lasciato in carica la cella sino a quando la positiva non è diventata nera ... ci ho messo quasi 24 ore per farla diventare nera ma nel contempo l' accumulo è stato subito quasi ai massimi livelli raggiunti nel processo precedente.
Nel processo precedente ho portato la cella 1 da 1,5 Ah a 2 Ah ... ora con lo stesso carico sono arrivato in questa ultima scarica a 8 ore e 40 minuti di accumulo.
Nel processo precedente ero arrivato, con lo stesso carico, a 10 ore e mezza o giù di li.
Ora ho messo in carica la cella 1 dopo averla mandata a zero e averla tenuta a zero per 4 ore e poi vediamo la prossima scarica cosa mi restituisce.
La corrente di carica ora si aggira sui 2 Ampere perché si deve arrivare ad una tensione di fine carica sui 2,50 volt ... probabilmente dovrebbe calare visto che la conversione è finita ma sembra che se la cella incrementa in accumulo bisogna sempre aumentare la corrente di carica per portare avanti bene la formazione.
Vediamo se queste correnti di carica possono calare man mano che si avanti con la formazione altrimenti sarà un problema quando farò le celle di grosso amperaggio.
Una nota ... la cella dove eseguo la ricarica delle piastre ha il liquido che è diventato di color verdastro ... non so a cosa sia dovuto ... lo è anche nella cella dove scarico le piastre ma in modo molto meno marcato.
Comunque dal momento che sembra non dare problemi non lo cambio ... magari è quel componente che mi rende il liquido verde che mi fa andare bene, sino ad ora, la formazione delle piastre. | | | | Newton
| Inviato il: 26/05/2017 12:38:36
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Ciao ITA, per curiosità le batterie che hai comprato da 200 Ah a fine ccarica quanto continuano ad assorbire? | | | | ITA815
| Inviato il: 27/05/2017 06:57:12
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CITAZIONE (Newton, 26/05/2017 12:38:36 ) 
Ciao ITA, per curiosità le batterie che hai comprato da 200 Ah a fine carica quanto continuano ad assorbire?
Questo è il mio pacco batterie che in totale mi porta a 200 Ah - 20 ore ... con un carico da 5 A ho 20 ore di energia entro gli 11,00 volt.
La fine carica su un inverter sarebbe la tensione di stazionamento.
Ma se tu intendi per fine carica prima dello stazionamento non lo si può misurare su un inverter.
L' inverter dopo un tot di ore che ha raggiunto la tensione programmata di fine carica passa in stazionamento ... ora non ho mai capito se passa in stazionamento una volta che viene raggiunto un certo amperaggio in fase di fine carica o se va in stazionamento dopo un tot di ore che ha raggiunto la tensione programmata ... questo non te lo so dire.
L' unica misura che posso darti è la corrente che consumo in stazionamento in quanto è l' unica corrente che posso misurare in questo momento.
La tensione di stazionamento è programmata a 13,2 volt per ogni batteria e il consumo per mantenere questo stazionamento di tutto il banco che vedi in foto è di 100 mA una volta che viene raggiunta la carica massima e una volta che stazione per tutta notte sino al ritorno del sole che ne riattiva il sistema fotovoltaico.
Tutte le batterie auto che vedi in foto in pratica sarebbero una sola batteria da 12 volt in quanto sono tutte collegate in parallelo ... tutte quelle batterie in parallelo mi rendono 100 Ah - 20 ore e sono poi collegate in serie sulla batteria stazionaria messa a fianco che è una delle 3 batterie stazionarie che ho acquistato qualche mese fa.
Tutto questo insieme di batterie mi porta ad una capacità totale di 200 Ah - 20 ore a 24 volt ... per cui ho a disposizione 10 A per 20 ore a 24 volt ... oppure circa 17 A per 10 ore ... questo però calcolando la scarica al 100% delle batterie.
Dal momento che le scarico solo al 50% ho a disposizione 17 A per 5 ore ... 17 A con tensione a 24 volt significa che ho a disposizione 400 Watt per 5 ore.
Dal momento che la sera ho un picco di 800 watt, di media, per 2 ore questo vuol dire che reggo il picco per circa 2 ore e poi passo in rete Enel in quanto la caduta di tensione si fa sentire e l' inverter arriva prima del tempo al limite prefissato ... ma nel complesso arrivo a scaricare il 50% delle batterie.
Poi ricarico durante la notte le batterie con 18 Ampere di corrente e in 5 ore sono cariche e già in stazionamento.
Potrei ricaricarle il giorno seguente con i pannelli fotovoltaici ma farei fatica a portarle al massimo di carica perché di giorno il consumo che ho in casa è di circa 500 watt, di media, per cui mi resta poca roba per la ricarica delle batterie.
Oltretutto l' inverter di giorno non le carica mai al massimo ... si limita a portarle a 27 volt e le fa stazionare su quella tensione se i pannelli sono autosufficienti a generare l' energia richiesta dalle utenze che hai collegato in casa all' inverter.
Dal momento che i pannelli sono fissi sul tetto già alle 4 del pomeriggio l' inverter inizia ad assorbire, anche se solo 1 Ampere alle 4 del pomeriggio, dalle batterie l' energia che i pannelli non riescono più a erogare ai carichi collegati sull' inverter ... e più il tempo passa e più energia viene prelevata dalle batterie.
Questo fa in modo che già alle 21, o giù di li, ho esaurito l' energia accumulata dalle batterie ... naturalmente tenendo presente che scarico le batterie al 50% e che il fotovoltaico non le carica mai al massimo durante la giornata.
Questo è l' insieme del funzionamento, con i tempi di carica/scarica, del mio impianto fotovoltaico.
Immagine Allegata: Batterie per 200 Ah.jpg
Modificato da ITA815 - 27/05/2017, 09:15:12
| | | | ITA815
| Inviato il: 28/05/2017 23:21:02
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Certo che la sezione accumulatori è proprio morta. | | | | BellaEli
| Inviato il: 28/05/2017 23:25:08
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Il fatto è che giocare con piombo, acido, etc. non è alla portata di tutti per spazio, tempo, capacità, conoscenze.
È una sezione particolare animata da quei pochi appassionati che ogni tanto iniziano qualche avventura...
Elix
--------------- C'è un limite al fai da te ??? Si, ma lo stabiliamo noi !!!
| | | | ITA815
| Inviato il: 29/05/2017 00:25:38
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CITAZIONE (BellaEli, 28/05/2017 23:25:08 ) 
Il fatto è che giocare con piombo, acido, etc. non è alla portata di tutti per spazio, tempo, capacità, conoscenze.
È una sezione particolare animata da quei pochi appassionati che ogni tanto iniziano qualche avventura...
Elix
Me ne sono accorto ... | | | | Newton
| Inviato il: 30/05/2017 10:09:46
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La cella con le piastre lisce spessore 0.35 è arrivata dopo 8 ccli a circa 2 ore di autonomia con 350 mA.
Dimensioni piastre 12X15.5 cm (6+6 piastre), densità acido 1.180, tensione di fine carica 2.45 V, tensione di fine scarica 1.83 V corrente di carica 400 mA max, corrente di scarica 350 mA.
In questi cicli la corrente di fine carica era di circa 110 mA,.
Ieri durante la scarica è andata in corto circuito autonomamente, forse dovuto a qualche spessore che si è spostato facendo toccare la piastre che sono distanti tra loro solo 3 mm o forse si è piegata qualche piastra.
Muovendole il corto è sparito e ho quindi sospeso la scarica e l’ho rimessa in carica.
Questa mattina la corrente di carica era ferma a 380mA con tensione di 2.43 V. Sto provando a scaricarla per capire se è dovuto a un leggero cortocircuito interno, in questo caso l’autonomia si riduce di parecchio.
In caso contrario cercherò di capire perché la corrente resta così alta…….se lo capirò. Sempre che rimanga alta al prossimo ciclo.
Estrarre la piastre è un problema, quando arriveranno le rondelle di plastica le sostituirò ai tubetti impacchettando il tutto con tiranti di plastica. | | | | Newton
| Inviato il: 30/05/2017 12:11:23
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Scarica regolare, ho perso di vista il voltmetro sul finale, ma è circa due ore. Adesso carica con 400 mA, resta ferma a 2.0 V, prima stazionava durante la carica a 2.2 V
Modificato da Newton - 30/05/2017, 12:54:38
| | | | ITA815
| Inviato il: 30/05/2017 13:10:20
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Vuol dire che sta accumulando. | | | | ITA815
| Inviato il: 01/06/2017 18:56:21
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Non scrivo ma i test vanno avanti quotidianamente.
Per il momento nessun risultato utile dalle 3 celle. | | | | ITA815
| Inviato il: 06/06/2017 07:51:29
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Dopo una settimana di test sulle 3 celle questi sono i risultati.
La cosa che ho notato maggiormente guardando il lavoro svolto dalle 3 celle è il materiale che si stacca dalle piastre quando faccio l' inversione di polarità.
Mentre la cella ibrida prosegue con una formazione standard la cella 1 e la cella lamellare hanno fatto 2 tipologie di formazione differenti.
La cella 1 sta ripetendo il ciclo di formazione che l' ha portata da 1,5 Ah a 2 Ah ... è quasi arrivata al limite delle 10 ore di accumulo con carico C10 con densità 1300 ... poi porterò la densità a 1050 e farò l' inversione di polarità ... questa procedura mi aveva fatto fare il salto da 1,5 Ah a 2 Ah ... vediamo se aumenta ancora.
La cella lamellare invece sta facendo un' altro sistema di formazione ... questa cella sta subendo delle inversioni di polarità con correnti di carica molto elevate ... circa 4 ampere di carica ... questo provoca grandi distacchi di materia attiva e scorie di vario genere e esegue delle scariche con un grosso carico ... circa 700 mA ... che se inizialmente con cariche con correnti normali aveva una autonomia di 1 ora di accumulo con correnti elevate di carica ha una autonomia di soli 30 minuti.
Ma ci sta una differenza di base ... dopo una inversione polarità e dopo una decina di cicli se mando a zero la cella lamellare e poi la metto in carica la tensione non schizza a 3 o 4 volt ... si ferma regolarmente a 2,00 volt e risale lentamente e il distacco di materia attiva e scorie si riduce notevolmente quando si inverte la polarità ... come ha fatto e sta facendo la cella 1.
Anche questa cella lamellare ha quasi terminato i suoi cicli ad alta densità ed è quasi pronta per fare la inversione di polarità in una soluzione liquida a bassa densità ... e inizierà a fare cicli con un carico da 120 mA per vedere se farà il salto di accumulo come ho fatto con la cella 1.
Staremo a vedere. | | | | Newton
| Inviato il: 07/06/2017 13:40:06
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Devo dire che per ora dalle mie prove la cella che fnziona meglio è quella orizzontale fatta con limatura grossa. Sembra però essersi fermata con la crescita.
Attualmente arrivo a circa 7 ore e mezza con corrente di scarica 330 mA, tensione fine scarica 1.83. Con 220 mA arrivavo a 9 ore. Le dimensioni sono 13X7 cm, spessore 5 mm, una positiva e una negativa affiancate.
Sono indeciso se insistere o alzare la densità che adesso è 1.180. in ultimo proverò l'inversione ma è una cosa che non mi convince per via del distacco di materia attiva.
ITA, come ti sembra l'accumulo raggiunto rispetto alle dimensioni? é interessante?
La cella che volevo mettere a confronto fatta con piastre lisce distanziate 3 mm è completamente in corto circuito, sto aspettando che arrivino le rondelle di plastica per impacchettare il tutto e riprovare. | | | | righetz
| Inviato il: 07/06/2017 22:22:46
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CITAZIONE
sto aspettando che arrivino le rondelle di plastica per impacchettare il tutto e riprovare.
Le rondelle in plastica le puoi trovare in tutti i negozi brico.
Quelle che ho trovato sono con foro per M8.
--------------- Chi non si indebita fa la rabbia degli usurai
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Versione Mobile!
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