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Energia Alternativa ed Energia Fai Da Te > Solare Fotovoltaico


Protezioni su impianto corrente continua a 12V
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Aquila1
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Inviato il: 08/01/2014 15:06:51

Ciao a tutti!!!
Ieri dopo un incontro con un'"amico" elettricista, dopo aver eloggiato il mio lavoro per l'illuminazione del giardino ottenuta con il fotovoltaico a isola, mi faceva notare la sua pericolosità dovuto alla corrente continua a 12v
Il suo consiglio è stato quello di trasformare tutto a 220v e quindi inserire nel circuito le classiche protezioni magnetormici e salvavità.
Non vorrei stravolgere il tutto, considerato il fatto che ci sono 3 lampade da 5w/12v e delle file di led (verdi) in alcune aiule per un consumo totale di circa 25w/h.
Attualmente le uniche protezioni che ho messo sono 2 fusibili uno sul positivo della batterie da 100ah (da auto) e l'altro all'uscita del regolatore lato carico. Il valore dei fusibili sono di 10ah.
Il valore del fusibile l'ho messo di 10A per favorire il passaggio di corrente dal regolatore verso le batterie poiche ho 2 pannelli da 100w che nominalmente dovrebbero dare 5.5ah l'uno.
Cosa ne pensate? esiste un reale pericolo? Aspetto i vostri consigli.

 

lasalute

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Inviato il: 08/01/2014 19:50:09

La tensione di 12 volt è inferiore alla soglia di sicurezza (50 volt).
Piuttosto c'è da vedere se i fusibili che hai installato (da 10 ampere e non ampere ora) riescono a proteggere carichi e linea.



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L'impianto ha il centro stella spostato illegalmente e quindi soggetto a sanzione amministrativa a basso cosɸ

 

MarKoZaKKa

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Inviato il: 08/01/2014 20:27:10

Prendi un multimetro, misura quanto realmente assorbe il tuo impianto "tutto acceso", metti un fusibile di quelli in vetro di valore leggermente superiore (ad esempio, se tutto assorbe 3A, mettine uno da 3,25 o 3,5A) di tipo T (timed, lento). Poi chiedi al tuo amico elettricista perchè la 12VDC dovrebbe essere più pericolosa della 220VAC e, sopratutto, riporta qui le spiegazioni... se possibile, fai un audio



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Inviato il: 08/01/2014 20:57:10

Come ti è stato già detto sotto i 50v non è pericolosa, un elettricista dovrebbe saperlo.



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alexamma

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Inviato il: 08/01/2014 21:16:23

Mi suona molto STRANO che 12v in continua siano più pericolosi di 220v in alternata,forse l'elettricista in questione si è solamente confuso,questo non significa che non si debba proteggere qualsiasi fonte con fusibili appropriati.



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lasalute

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Inviato il: 08/01/2014 21:38:38

Si infatti. Con 12 V non muori sicuramente folgorato ma rischi sempre di morire bruciato se i carichi o la linea non sono protetti per sovracorrente (sto estremizzando ovviamente).



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MarKoZaKKa

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Inviato il: 08/01/2014 21:43:45

CITAZIONE (calcola, 08/01/2014 21:16:23 ) Discussione.php?211308&1#MSG3

Come ti è stato già detto sotto i 50v non è pericolosa, un elettricista dovrebbe saperlo.


In realtà, ad essere pericolosa è la corrente, che se circola atraverso la zona cardiaca, potrebbe indurre fibrillazione, quindi deficit cardiocircolatorio e morte per ipossia cerebrale... se la corrente è molto più alta, subentrano anche danni di tipo termico, ustioni, vaporizzazione dei liquidi cellulari, e fenomeni di elettrolisi

Da Wikipedia:

CITAZIONE

La soglia di percezione della corrente elettrica nell'uomo è circa di 0,5 mA in corrente alternata a frequenza industriale (f = 50÷60 Hz) e di 2 mA in corrente continua, e si deve tenere conto che l'effetto di una determinata corrente elettrica varia non solo per l'intensità, ma anche per la durata della percorrenza. La tensione non è rilevante negli effetti sull'uomo, ma occorre una tensione minima per essere attraversati dalla corrente: questo implica che sotto i 50 V circa non si corrono rischi, mentre al di sopra la tensione è ininfluente e gli effetti dipendono soltanto dall'intensità della corrente.

Con intensità di corrente maggiori a quelle specificate si producono nel corpo umano i seguenti effetti:

Tetanizzazione muscolare: i muscoli sottoposti a una corrente alternata subiscono una sequenza di stimoli elettrici. Non riuscendo a contrarsi e rilassarsi con la frequenza della corrente, i muscoli restano contratti permanentemente. Tale circostanza è particolarmente grave quando un oggetto in tensione viene impugnato, poiché la tetanizzazione paralizza i muscoli impedendone il rilascio. La massima corrente per la quale si riesce a lasciare la presa viene chiamata corrente di rilascio e si aggira sui 10÷30 mA a frequenza industriale. La contrazione muscolare si interrompe quando finisce il passaggio della corrente.
Blocco respiratorio: tetanizzazione dei muscoli respiratori quando il contatto interessa la regione toracico-polmonare. Comporta ipossia quindi danni al cervello dopo pochi minuti.
Fibrillazione ventricolare: una corrente alternata sufficientemente elevata (> 50 mA) che interessi la regione toracica può provocare la perdita di coordinamento dei muscoli cardiaci, così il cuore non riesce più a pompare sangue causando ipossia e danni al cervello.
Arresto cardiaco.
Ustioni: sono dovute all'elevata densità di corrente tra cute e conduttore in tensione che, per effetto Joule, provoca elevate temperature per brevi periodi capaci di provocare gravi ustioni.
...
Per quanto riguarda i limiti di tensione, il corpo umano presenta prevalentemente un comportamento resistivo: la tensione U_p = R_u * I_p, che corrisponde alla corrente pericolosa, è di difficile definizione perché la resistenza del corpo può variare in un campo molto ampio, dipendendo da molteplici fattori quali i punti di contatto, l'estensione del contatto, la pressione, lo spessore della pelle e il suo grado di umidità. Si assume R_u > 2000 Ohm , per questo motivo non vengono ritenute pericolose tensioni sinusoidali con valore efficace U < 50 V e tensioni continue con U < 120 V, applicate per un tempo illimitato.



Modificato da MarKoZaKKa - 08/01/2014, 21:50:37


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lasalute

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Inviato il: 08/01/2014 21:52:21

Ottima la tua spiegazione Marko. Aggiungo solo che pultroppo la corrente non è determinabile a priori, invece la tensione si.
Infatti la norma cei 64-8 nei sistemi TT richiede che la resistenza di terra sia inferiore o uguale alla tensione di sicurezza (50 V) diviso la corrente di intervento del dispositivo di protezione.



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MK2

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Inviato il: 08/01/2014 22:10:05

Concordo con chi mi ha preceduto e aggiungerei di sostituire il fusibile che alimenta il carico da 10A con uno da 5A. Più che sufficente visti i 40W max di carico e poi a sezione cavi come siamo?

Ciao

 

Aquila1
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Inviato il: 10/01/2014 15:55:33

I cavi sono Ok siamo su 4mmq di sezione le tratte non superano i 10 mt dalla batteria.

Ritornando al discorso pericolosità, ricordo che mi ha fatto l'esempio della corrente che genera la batteria per mettere in moto la macchina.
Lui diceva che se tocco i capi della batteria non succede nulla, ma se tocco un cavo della candela mentre la macchina sta in moto la corrente la sento bella forte, come succedeva quando si prendeva la scossa sul Piaggio Si per provare la candela e l'amico pedalava.
Non so se può essere utile questo paragone a coi il mio elettricista si rifaceva.
Per precauzione mettero un ulteriore fusibile su ogni diramazione oppure prima di ogni carico.

 

marte1

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Inviato il: 10/01/2014 18:10:58

In corrente continua l'effetto termico è molto più accentuato sicuramente...

Io stesso, lavorando in sale soccorritori dove si sfiorano i 2-3000A a tensioni continue inferiori a 48v, ho molta più paura di lavorare sulle linee in corrente continua che in quelle in alternata a 230 o 400V.

E' imperativo proteggere adeguatamente ogni linea in uscita da un generatore in cc che può erogare correnti elevate, comunque riguardo l'idea del tuo amico elettricista dipende dal modo di pensare, se hai un inverter con uscita concatenata 115V-115V anche se mettessi un differenziale non servirebbe a nulla, dovresti prendere un trasfo di isolamento e mettere a terra uno dei due capi del secondario.



Modificato da marte1 - 10/01/2014, 18:16:57


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Aquila1
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Inviato il: 10/01/2014 19:59:15

CITAZIONE (marte1, 10/01/2014 18:10:58 ) Discussione.php?211308&1#MSG10


E' imperativo proteggere adeguatamente ogni linea in uscita da un generatore in cc che può erogare correnti elevate, ...


Tu che ci lavori in che modo proteggete la linea in corrente continua?

 

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Inviato il: 10/01/2014 20:03:36

@per markoZakka

CITAZIONE

La tensione non è rilevante negli effetti sull'uomo, ma occorre una tensione minima per essere attraversati dalla corrente: questo implica
che sotto i 50 V circa non si corrono rischi, mentre al di sopra la tensione è ininfluente e gli effetti dipendono soltanto dall'intensità della corrente.



Mi pare che nella tua stessa citazione si afferma che sotto i 50V non sia pericolosa, non si determina nulla di quanto affermi, nè la tetanizzazione, nè altro.

@Aquila1
CITAZIONE
Ritornando al discorso pericolosità, ricordo che mi ha fatto l'esempio della corrente che genera la batteria per mettere in moto la macchina.
Lui diceva che se tocco i capi della batteria non succede nulla, ma se tocco un cavo della candela mentre la macchina sta in moto la corrente la sento bella forte, come succedeva quando si prendeva la scossa sul Piaggio Si per provare la candela e l'amico pedalava.
Non so se può essere utile questo paragone a coi il mio elettricista si rifaceva.
Per precauzione mettero un ulteriore fusibile su ogni diramazione oppure prima di ogni carico.


Che bell'esempio! La corrente nei cavi delle candele non è a 12v, ma la bobina la eleva a qualche migliaio di volt, se prendi la "scintilla" la senti di sicuro e meno male che sono singoli impulsi altrimenti... Scusa, ma non è un paragone da fare, non è più la 12v. La corrente sotto i 50v è sicura, l'unico rischio è di incendio, ma se metti un fusibile il problema non si pone.



Modificato da ElettroshockNow - 10/01/2014, 20:08:16


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marte1

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Inviato il: 10/01/2014 21:15:22

CITAZIONE (Aquila1, 10/01/2014 20:03:36 ) Discussione.php?211308&1#MSG11


Tu che ci lavori in che modo proteggete la linea in corrente continua?


Noi usiamo componenti in esecuzione speciale, di sicuro le correnti in gioco tra impianti industriali dove lavoro e impianti fv casalinghi non sono comparabili, da me si parla di correnti quasi ferroviarie (pensa ad un'attivita industriale che durante un blackout è mantenuta operativa da una batteria di soccorritori nell'attesa dell'avviamento dei gruppi elettrogeni)

Comunque nella maggior parte dei casi usiamo sistemi di sgancio a lancio di corrente a intervento magnetico coordinati con contattori per manovre sotto carico (ti cito la serie GAF dell'ABB), a volte però ricorriamo ai classici fusibili, visto che i forti carichi inseriti potrebbero "ingannare" i sistemi elettronici di misura, facendo vedere un forte assorbimento come un corto circuito di linea.



Modificato da marte1 - 10/01/2014, 21:23:05


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Inviato il: 10/01/2014 22:55:59

Grazie a tutti per le informazioni, come al solito siete stati utilissimi.
Secondo me l'amico elettricista doveva fare un'altro mestiere, è anche colpa mia che non ho pensato subito alla bobina che eleva la tensione della batteria.

 
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